CELEBRATA LA DOMENICA DELLE PALME A PERUGIA

Palme(UJ.com3.0) PERUGIA – A Perugia, sotto un sole primaverile, in piazza IV Novembre, domenica 24 marzo, si è tenuta la tradizionale benedizione e processione delle Palme con l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti, i canonici di San Lorenzo, i religiosi e le religiose del centro storico, i cavalieri e le dame degli Ordini di Malta e del Santo Sepolcro e numerosi fedeli. «Nella nostra splendida piazza – ha commentato mons. Bassetti – si è vissuta un’atmosfera di fede e di preghiera come se fossimo a Gerusalemme, perché la Domenica delle Palme ci ricorda l’ingresso festoso di Gesù a Gerusalemme».

 

Nella cattedrale di San Lorenzo, mons. Bassetti ha poi presieduto la solenne celebrazione eucaristica e nell’omelia ha ricordato che «la Settimana di Passione si apre con un trionfo: Gesù entra in Gerusalemme scendendo glorioso dal Monte degli Ulivi. Vuol dare la prova che, per Lui, accettare la croce è un volontario atto d’amore. Per questo la malvagità degli uomini non riuscirà mai a vincere la misericordia e la tenerezza di Dio. Oggi Gesù si prende una giornata di trionfo, senza rinunciare al progetto che il Padre ha su di Lui, Lui che, come dice Isaia, si era già annunciato e fatto servo; Lui che aveva dimostrato chiaramente che il potere non è, secondo le categorie di questo mondo, dominio, ma servizio di amore agli altri».

 

Questo ci fa comprendere – ha proseguito mons. Bassetti – che il cristianesimo senza sacrificio si riduce al nulla. La vita cristiana, alleggerita della croce, non ha consistenza. Il cristiano lo si deve poter riconoscere come uno che porta la sua croce assieme a Gesù. E’ la croce il nostro segno distintivo!».

 

«Gesù – ha sottolineato l’arcivescovo – senza la croce sarebbe incomprensibile. La croce senza Gesù insopportabile. La croce agli occhi del mondo sembra sragionevole e ingiusta: una follia. Una follia però che, abbracciata da Cristo, può essere abbracciata anche da noi».

 

Mons. Bassetti ha concluso la sua omelia soffermandosi sul sacrificio di tantissimi cristiani nel mondo, martiri per la propria fede. «Ricorre proprio oggi 24 marzo la Giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri – ha ricordato il presule –, giorno in cui fu ucciso, nel 1980, mons. Oscar Romeo arcivescovo di San Salvador. Negli uomini che, ogni giorno, attorno a noi soffrono e muoiono, Gesù continua a morire per la salvezza del mondo. Viviamo in un mondo dove ogni anno a migliaia di cristiani è tolta la vita. Siamo in un’era di martiri, ma noi sappiamo che la vita del Calvario è la via della vita: purtroppo, però, spesso ce lo dimentichiamo».

 

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