L’opinione di Stefano Pastorelli sul “giro turistico” della sinistra negli ospedali umbri

L'opinione di Stefano Pastorelli sul "giro turistico" della sinistra negli ospedali umbri.la critica mossa al PD sul tema sanità

L'opinione di Stefano Pastorelli sul "giro turistico" della sinistra negli ospedali umbri

L’opinione di Stefano Pastorelli sul “giro turistico” della sinistra negli ospedali umbri

Stefano Pastorelli – «Il giro turistico della sinistra negli ospedali umbri potrebbe avere un senso solo se finalizzato a chiedere scusa al personale medico-infermieristico e a tutti i cittadini.
Negli ultimi vent’anni a guida PD la sanità regionale è stata massacrata, indebitata, svuotata di competenze, strutture e professionalità, tesa a favorire chi aveva in tasca la tessera del partito a discapito del merito”. A intervenire è il capogruppo Lega Umbria Stefano Pastorelli.

«Il tour del PD negli ospedali umbri altro non è che un tentativo di speculare politicamente sulla sanità regionale e ripulirsi la coscienza dopo i disastri inenarrabili degli ultimi anni. Basta ricordare i tratti distintivi della sanità prima del 2019, il numero esiguo di terapie intensive, la fuga di professionisti verso il privato e altre regioni, i letti nei corridoi, le liste di attesa infinite, gli ospedali privi di strumentazione adeguate, la spesa farmacologica alle stelle, il regime di precariato dei lavoratori, il forte indebitamento degli ospedali e aziende sanitarie.

Quello che sta facendo oggi il consigliere Bori, in realtà, altro non è che mettere in luce tutto ciò che la sinistra ha seminato in cinquant’anni di governo continuo della Regione Umbria, tra incapacità dei suoi esponenti, inadeguatezza nel dare risposte ai cittadini, immobilismo nel procedere al rilancio del comparto.

Evidente a tutti come la giunta Tesei abbia dovuto affrontare una pandemia mondiale avendo a disposizione una sanità devastata da Concorsopoli e commissariata da Roma.
Solo in questi anni, dopo decenni di inefficienza, si è cercato di ricostruire una programmazione territoriale degna di questo nome, riorganizzando anche la distribuzione delle apparecchiature, ripartite a caso nei vari ospedali senza alcuna programmazione di Hta (valutazione delle tecnologie sanitarie) e peraltro con una vetustà media di 15 anni (normalmente si sostituiscono ogni 5 anni). Su tale questione stiamo intervendo noi, con fondi PNRR ed ex articolo 20 in materia di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico. Così come stiamo assumendo personale e stabilizzando tutti quei lavoratori del comparto che il PD per troppi anni ha mantenuto precari.

La questione dei letti in corridoio a Terni, ahimè, era già presente quando ci siamo insediati in Regione nel 2019. Quindi, o Bori non lo sa ed è bene si informi prima di parlare, oppure fa finta di non saperlo, ed è ancora peggio perché conferma le nostre teorie sulla speculazione politica. Tuttavia, mentre prima era consuetudine accettata dal PD, che nulla ha fatto per intervenire e porre rimedio, da qualche tempo la questione dei letti nei corridoi è al vaglio della giunta regionale e dei vertici sanitari. Si sta intervenendo con il rafforzamento della sinergia tra l’ospedale di Terni e quello di Narni impegnandosi per la realizzazione del nuovo nosocomio ternano, di cui si è tornati a parlare dopo anni di totale disinteresse della sinistra.

Così come il PD non si è mai interessato seriamente al nuovo ospedale di Narni – Amelia, proponendo un progetto di massima costoso e irrealizzabile, di cui si è discusso per 20 anni con promesse temporali sempre spostate in avanti. Abbiamo dovuto rivedere la progettazione e prevedere la strada d’accesso, che non era stata considerata e progettata. Sempre con riferimento a Narni – Amelia, è già stato consegnato il progetto definitivo e sono state identificate con Inail le coperture finanziarie per la realizzazione.

Quindi, se il PD ha necessità di trovare un colpevole delle ormai poche mancanze (le stiamo faticosamente sanando nonostante i tagli di 37 miliardi di euro negli ultimi 10 anni di governi di sinistra, il numero chiuso in medicina e la mancanza di infermieri) è il momento giusto di fare ‘mea culpa’, smetterla con la speculazione e le polemiche vergognose e lasciar lavorare la giunta Tesei che sta cercando di risolvere tutti i disastri ereditati”.

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