Incursioni non autorizzate ospedale da campo, Lega striglia consiglieri Pd

Tommaso Bori, Simona Meloni e Donatella Porzi

 
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Incursioni non autorizzate ospedale da campo, Lega striglia consiglieri Pd
foto di repertorio inaugurazione

Incursioni non autorizzate ospedale da campo, Lega striglia consiglieri Pd

“Se fosse confermata l’indiscrezione trapelata oggi sulla stampa, saremmo di fronte ad un atteggiamento gravissimo, irresponsabile, umanamente e politicamente vergognoso di alcuni consiglieri regionali del Partito Democratico che ieri hanno cercato di entrare in strutture mediche di Perugia senza autorizzazione”.

COSA E' SUCCESSO
di Alessandro Antonini – Sono andati in visita all’ospedale da campo della Regione Umbria ma “non erano autorizzati”, secondo la direzione del Santa Maria della Misericordia di Perugia. Protagonisti tre consiglieri regionali Pd: Tommaso Bori, Simona Meloni e Donatella Porzi. E’ intervenuta anche la Digos.

Sono andati in visita all’ospedale da campo della Regione Umbria ma non erano autorizzati, secondo la direzione del Santa Maria della Misericordia di Perugia. I tre consiglieri regionali del Pd, Tommaso Bori, Simona Meloni e Donatella Porzi con un quarto che sarebbe arrivato dopo Michele Bettarelli sono entrati nella struttura ma la direzione sanitaria è intervenuta perché “non risultavano e non risultano autorizzazioni”, fa sapere il direttore generale Marcello Giannico. Porzi, di contro, sostiene che “tutto è avvenuto secondo regola, con autorizzazione richiesta dal gruppo Pd”.

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Sul caso è stata allertata anche la Digos, che è intervenuta sul posto quando però la delegazione dem era già stata fatta uscire dalla struttura. I tre sarebbero entrati accodandosi ad alcuni operai autorizzati per interventi sulla segnaletica. Poi sono stati individuati dalla direzione sanitaria.

Tutto è stato verbalizzato e consegnato in questura. “Abbiamo fatto verificare al protocollo spiega Giannico e non risultano richieste di autorizzazione. Né tantomeno sono state rilasciate. E se ci fosse stata, i consiglieri sarebbero dovuti essere accompagnati: stiamo parlando di un reparto ospedaliero dove stiamo per spostare pazienti Covid. Si è corso un rischio. Poi ci è stato chiesto, come direzione, di rispondere alle loro domande ma non è stato possibile, eravamo in servizio” spiega Giannico, dg dell’ospedale che conta 142 ricoveri Covid di cui 25 in terapia intensiva.

Così i consiglieri regionali della Lega Stefano Pastorelli, Paola Fioroni, Daniele Carissimi, Daniele Nicchi, Eugenio Rondini, Francesca Peppucci e Valerio Mancini commentano le notizie circa “l’accesso non autorizzato alcuni consiglieri dell’opposizione nell’ospedale da campo allestito nei pressi dell’ospedale del capoluogo regionale”. Facendo riferimento a quanto avvenuto nell’Aula di Palazzo Cesaroni nella seduta di giovedì scorso, “ai richiami al senso di responsabilità, all’unità di intenti per affrontare la delicata fase dell’emergenza sanitaria” i consiglieri della Lega si dicono “stupiti di quanto appreso, considerata la serietà che il ruolo imporrebbe a un consigliere regionale e ai rappresentanti delle istituzioni.

Un’azione di cui si fatica a comprendere il significato, anche rispetto all’apertura alla collaborazione e al dialogo da parte degli esponenti del Pd dimostrata non più tardi di giovedì scorso. Stando alle notizie – spiegano i consiglieri di maggioranza – quattro esponenti del Pd avrebbero cercato di intrufolarsi nell’ospedale della Regione adiacente al Silvestrini di Perugia ‘accodandosi ad alcuni operai autorizzati per intervento sulla segnaletica’.

Se fosse confermato sarebbe atto gravissimo, dato che questi consiglieri regionali, probabilmente al solo scopo di girare improbabili filmati di denuncia da pubblicare sui social, avrebbero cercato di entrare in area privata, un ospedale da campo sorvegliato, con rischi sanitari e di sicurezza.

Tentare di accedere in una zona Covid senza il consenso dell’autorità sanitarie e in modo abusivo sarebbe stata una decisione irragionevole quanto inspiegabile per chiunque, in particolare per chi dovrebbe rappresentare le istituzioni, seppure dall’opposizione”.

Pastorelli, Fioroni, Carissimi, Nicchi, Rondini, Peppucci e Mancini annunciano infine che chiederanno “alla direzione ospedaliera ulteriori elementi e se esistono i presupposti per intraprendere eventuali azioni nei loro confronti. Valuteremo se trattasi di abuso di potere. A quale scopo poi? Fare un video su Facebook per prendere i like dei seguaci? Il tempo dei giochi e della strumentalizzazione ai danni della sanità umbra è finito. Gli esponenti del Pd dovrebbero vergognarsi e chiedere scusa alla comunità umbra”.

 COSA DICE IL PD – “Continua l’opera di propaganda politica e disinformazione  del Corriere dell’Umbria. Dopo l’accusa di pochi mesi fa rivolta ai medici umbri di gonfiare, attraverso ricoveri di codici bianchi, i numeri dell’emergenza per saturare i presidi ospedalieri, oggi la valanga di falsità sulla visita del gruppo PD all’ospedale da campo, ancora non attivo”. Lo affermano i consiglieri regionali del Partito democratico, secondo è “una ricostruzione menzognera e fantasiosa, quella pubblicata oggi dal direttore Davide Vecchi che non solo descrive il nostro ingresso alla struttura come furtivo ‘consiglieri entrati accodandosi a degli operai’ ma arriva perfino a coinvolgere la Questura e dar conto dell’arrivo della Digos. Il solito fango gettato dal Corriere per conto terzi, finalizzato a coprire non solo la regolarità di una visita effettuata dopo aver richiesto autorizzazione all’Esercito che presidia la struttura (la cui unica richiesta è stata di lasciare le telecamere all’esterno), ma soprattutto a tentare di non far emergere la verità: quella di una struttura, che dovrebbe essere destinata da mesi all’emergenza Covid e su cui si è scelto di investire ingenti risorse, ma che a fronte della terza ondata è completamente deserta e ancora inattiva. Perfino il confronto richiesto con la Direzione – aggiungono – , ieri ci è stato negato e non perché i componenti fossero in servizio  (come scrive il Corriere dell’Umbria) ma perché il Direttore Giannico non era presente all’interno dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia ma a Roma per il fine settimana. Dopo essere arrivati tutti insieme e aver richiesto alle forze armate quali parti della struttura fossero visitabili ci è stato molto gentilmente risposto che avremmo potuto visitarne qualsiasi parte e il Gruppo consiliare regionale del Partito Democratico, nel rispetto delle regole, del proprio ruolo e della funzione ispettiva (propria del consigliere regionale che è tenuto ad effettuare verifiche nell’interesse della collettività), ha effettuato un sopralluogo per verificare la reale portata delle notizie che circolavano ormai da giorni sull’ospedale da campo, scegliendo la presenza, il lavoro nell’interesse degli umbri allo scaricabarile preferito da altri. Il vero problema per i nostri concittadini – concludono i consiglieri di opposizione – che il Corriere si guarda bene dallo scrivere, dopo la visita di ieri,  non è che quattro consiglieri regionali hanno svolto il loro mandato ispettivo, entrando all’interno di quella struttura. Ma che quella ancora non sia attiva e che non vi si curi alcun paziente, dato che non vi sono né operatori sanitari destinati né macchinari attivi. Assurdo quanto riportato nell’articolo di un presunto rischio per il trasferimento di pazienti in atto in una struttura chiusa e vuota. Per i fatti non corrispondenti al vero, scritti e pubblicati nella giornata odierna dal Corriere dell’Umbria: chiediamo pronta è ufficiale smentita, in caso contrario saremo costretti a tutelarci nelle sedi opportune”. 

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