Consiglieri chiedono risposte ferme sul caso esploso a Perugia
L’opposizione in Consiglio comunale torna a chiedere con forza risposte dirette e prive di ambiguità al sindaco Vittoria Ferdinandi sul caso legato all’intervento pubblico di Hannoun, episodio che nelle ultime settimane ha alimentato un clima di crescente tensione politica a Perugia. I consiglieri firmatari del comunicato contestano alla prima cittadina un atteggiamento giudicato elusivo, sottolineando come, nonostante le ripetute sollecitazioni, non sia ancora arrivata una presa di posizione chiara sulle frasi pronunciate durante quel comizio.
Secondo l’opposizione, la questione non riguarda dinamiche di parte, ma il diritto dei cittadini a conoscere senza esitazioni la posizione dell’amministrazione su temi ritenuti sensibili per la sicurezza e la convivenza civile. I consiglieri ricordano che le domande poste alla sindaca sono soltanto due, entrambe considerate essenziali per ristabilire un quadro di trasparenza istituzionale.
La prima riguarda la condanna esplicita delle dichiarazioni attribuite a Hannoun, giudicate offensive verso le autorità italiane e verso il popolo ebraico. Una condanna che, secondo i firmatari, non può essere sostituita da generiche prese di distanza o da riferimenti a contesti più ampi, ma deve essere espressa in modo diretto e inequivocabile.
La seconda domanda tocca un nodo ancora più delicato: la valutazione di Hamas. L’opposizione chiede alla sindaca di chiarire se consideri il movimento una organizzazione terroristica, come riconosciuto da numerosi Paesi occidentali, oppure una struttura di resistenza. Una distinzione che, nel dibattito politico locale, assume un peso significativo anche alla luce delle preoccupazioni per possibili infiltrazioni sul territorio nazionale.
I consiglieri sottolineano che non si tratta di un confronto ideologico, ma della necessità di garantire ai cittadini una guida amministrativa capace di esprimersi con fermezza su questioni che toccano la sicurezza, la legalità e il rispetto delle istituzioni. Per questo accusano il sindaco di aver preferito, nelle ultime settimane, interventi pubblici improntati a una narrazione vittimistica, anziché fornire risposte puntuali nelle sedi istituzionali.
Nel comunicato, l’opposizione ribadisce che la città attende chiarezza e che ogni ulteriore rinvio rischia di alimentare tensioni e incomprensioni. La richiesta è dunque quella di una presa di posizione immediata, che possa chiudere la vicenda e restituire al dibattito politico un terreno più solido e trasparente.
Il documento è firmato dai consiglieri Nilo Arcudi, Paolo Befani, Chiara Calzoni, Elena Fruganti, Edoardo Gentili, Riccardo Mencaglia, Clara Pastorelli, Augusto Peltristo, Margherita Scoccia, Gianluca Tuteri, Edoardo Varasano e Nicola Volpi, che concludono affermando che i cittadini di Perugia hanno diritto a risposte semplici, dirette e non rinviabili.

E’ inutile incalzare la Sindaca su questo tema, non riceverete alcuna risposta. Piuttosto, incalzatela sul modo con cui viene amministrato il Comune di Perugia.
Il resto sono solo parole al vento.