Matteo Grandi rifiuta incarico di assessore, c’è chi sa dire no…

Grandi dice no al sindaco, si pensa a Giottoli dell’ultra digitale

Matteo Grandi rifiuta incarico di assessore, c’è chi sa dire no…

Matteo Grandi non farà l’assessore del Comune di Perugia. Ha detto no al sindaco di Perugia Andrea Romizi. Troppi impegni non consentivano al giornalista l’approccio giusto per un incarico così importante. Questa è la sintesi di quanto accaduto ieri nel tardo pomeriggio, quando Grandi e Romizi si sono sentiti.

Romizi continuerà a procedere per la propria strada e potrebbe puntare a Gabriele Giottoli, un uomo di sua fiducia, un tecnico, il professionista dell’ultra digitale, manager perugino di Fast Web e passaggi importanti in Aria e Tiscali. Potrebbe essere la persona giusta, e poter così finalmente cablare tutta Perugia, per dare seguito alla sfida avviata da Francesco Calabrese e rimasta in ombra con i mesi della gestione di Michele Fioroni.

Perugia non è ancora cablata al 100% e la fibra è presente solo in alcuni punti caldi della città, ma non tutti sono raggiunti dall’ultradigitale. Ci zone prossime al centro storico che ancora vanno alla alla velocità di una lumaca, non più adatta per i professioni che devono lavorare tante ore al web. Giottoli, potrebbe essere, dunque, una possibilità per poter vincere la sfida dell’ultra digitale.

Ma Romizi deve fare conto anche ai partiti, a cominciare da Forza Italia, partito del sindaco, che non è stata per niente soddisfatta dalle assegnazioni di giugno. Poi c’è la Lega che vuole un terzo assessore. Il nome è quello di Alessio Fioroni, cugino di Michele. Previsto un vertice Lega-Romizi a inizio settimana. I leghisti chiedono anche un corposo riassetto delle deleghe.

Alla Lega (Luca Merli) potrebbe affidare la sicurezza, mentre Romizi dovrebbe prendersi la mobilità (con il Fondo trasporti regionale). C’è chi rilancia un ritornodell’ex vicesindaco Urbano Barelli.

A Margherita Scoccia (Urbanistica) dovrebbero venire affidati i progetti di Mercato Coperto, Turreno e Bando periferie, mentre Comunicazione, Perugia digitale e Sviluppo economico verrebbero affidati al tecnico.

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