Orvieto cardioprotetta, dodici defibrillatori e corsi di formazione

Orvieto cardioprotetta, dodici defibrillatori e corsi di formazione

Un progetto condiviso tra Comune, associazioni e Cassa di Risparmio

Dodici nuovi defibrillatori collocati in punti nevralgici del centro storico e delle frazioni, corsi di formazione per cittadini volontari e un piano di manutenzione costante: sono i cardini del progetto “Orvieto Cardioprotetta”, presentato ufficialmente nella Sala consiliare del Comune. L’iniziativa, resa possibile grazie al sostegno della Cassa di Risparmio di Orvieto – Gruppo Medio Credito Centrale, nasce con l’obiettivo di garantire sicurezza diffusa e creare una rete di laici rianimatori pronti a intervenire in caso di emergenza.

Il sindaco Roberta Tardani ha sottolineato come questa scelta rappresenti una responsabilità collettiva, richiamando la memoria del professor Giampiero Giordano e dell’associazione Amici del Cuore che anni fa fecero di Orvieto una delle prime città cardioprotette in Italia. “Abbiamo imparato dalle criticità del passato – ha spiegato – e oggi ripartiamo con un progetto solido, sostenuto da cittadini e associazioni, che garantisce manutenzione e formazione costante”.

Il piano prevede l’installazione di apparecchi semi automatici esterni in luoghi strategici: Piazza della Repubblica, Torre del Moro, San Giovenale, Piazza Duomo e nelle frazioni di Sferracavallo, Orvieto Scalo, Ciconia, Canale, Torre San Severo, Morrano e Sugano. Entro Natale partirà il primo dei quattro corsi di formazione, coinvolgendo 24 persone che diventeranno i primi custodi di questa rete di soccorso.

Tommaso Deiana, responsabile di “Salute&Sicurezza – Td Consulting”, ha illustrato le caratteristiche tecniche degli apparecchi: dispositivi di ultima generazione con protezione Ip54, resistenti a polvere, pioggia e temperature estreme, dotati di segnali luminosi per facilitarne l’uso anche in condizioni di confusione. “Cardioproteggere una città significa avere strumenti affidabili e persone preparate – ha detto –. Per questo verificheremo mensilmente lo stato dei defibrillatori, effettueremo revisioni annuali e sostituiremo gli elettrodi ogni due anni. In caso di guasto garantiremo assistenza entro 24 ore”.

La dirigente Carla Lodi ha rimarcato l’importanza della formazione: “Più allargheremo la platea di cittadini e operatori abilitati, maggiore sarà l’efficacia del progetto. Coinvolgeremo anche personale interno e polizia locale”.

Accanto alle istituzioni, le associazioni hanno avuto un ruolo decisivo. Il Cerchio, rappresentato da Giorgio Campanari, ha raccolto adesioni tra cittadini e comunità straniere interessate ai corsi. È in programma anche una raccolta fondi per dotare la città di un quad attrezzato con defibrillatore e strumenti di primo soccorso, utile a raggiungere zone difficili come l’Anello della Rupe.

Il progetto, come evidenziato nel comunicato ufficiale diffuso dal Comune di Orvieto, si fonda su un patto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Ogni apparecchio sarà sorvegliato e custodito da persone formate, per ridurre il rischio di vandalismi e garantire interventi rapidi. L’amministrazione ha ribadito che l’obiettivo è estendere progressivamente la rete a tutto il territorio comunale, creando un modello replicabile anche altrove.

La presentazione ha messo in luce la sensibilità della comunità verso un tema che tocca la vita quotidiana. La memoria delle difficoltà incontrate in passato diventa oggi stimolo per un percorso più consapevole, dove la tecnologia si unisce alla responsabilità sociale. “Ognuno di noi – ha concluso il sindaco – dovrà sentirsi custode di questi strumenti, perché dietro ogni defibrillatore c’è la possibilità concreta di salvare una vita”.

Il progetto “Orvieto Cardioprotetta” non è solo un investimento in apparecchiature, ma un impegno culturale e civile. La collaborazione tra Comune, associazioni e istituti bancari dimostra come la prevenzione possa diventare patrimonio condiviso. La fonte del comunicato, diffuso dall’amministrazione comunale e sostenuto dalla Cassa di Risparmio di Orvieto, ribadisce che la cardioprotezione è un bene comune, da difendere e alimentare con formazione e cura costante.

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