Rifiutato compito di uno studente transessuale, attivare la carriera Alias

denuncia di uno studente del liceo ‘Cavour’ di Roma

Rifiutato compito di uno studente transessuale, attivare la carriera Alias

Rifiutato compito di uno studente transessuale, attivare la carriera Alias

[DIRE] Rifiutato compito – Attivare la carriera Alias in tutte le scuole italiane, e coinvolgere il personale docente in un percorso di formazione sull’inclusione. È la richiesta portata avanti dal Gay Center dopo la denuncia di uno studente del liceo ‘Cavour’ di Roma, a cui non sarebbe stato riconosciuto il diritto alla carriera Alias: lo strumento con cui una persona transgender può scegliere di farsi chiamare, nel contesto scolastico, con un nome scelto piuttosto che con il nome assegnato alla nascita. “Chiediamo l’istituzionalizzazione della carriera Alias: che sia gestita dal ministero dell’Istruzione e associata a percorsi formativi per i docenti, perché anche quando lo strumento esiste, come al liceo ‘Cavour’, la mancanza di formazione del personale porta a queste conseguenze”, spiega alla Dire Pietro Turano, portavoce del Gay Center.

Martedì scorso, uno studente trans del liceo scientifico ‘Cavour’, si era visto rifiutare un compito in classe perché firmato con un nome maschile, quello che aveva scelto di adottare applicando la carriera Alias, approvata dal regolamento dell’istituto. “Davanti a me ho una donna, non posso riferirmi a te diversamente– aveva detto il docente, aggiungendo- non hai nessun diritto di farlo, non mi interessa il regolamento”.

La segnalazione della vicenda è arrivata anche al Gay Center. “Riceviamo continue segnalazioni di mancata applicazione del protocollo. Anche questa mattina abbiamo ricevuto la chiamata di una docente di un altro liceo romano, per dirci che nella sua scuola avviene la stessa cosa- spiega Turano alla Dire- nel caso del liceo Cavour, ci siamo subito resi disponibili per il ragazzo e abbiamo inviato una segnalazione al ministero dell’Istruzione. Poi è arrivata la risposta del ministro”. Poco dopo, in una nota, il ministro Giuseppe Valditara aveva detto: “La scuola è il luogo per eccellenza deputato allo sviluppo e alla realizzazione della persona umana e non può ovviamente ammettere al proprio interno alcuna forma di discriminazione”.

“Va bene la condanna alla discriminazione- risponde oggi Turano- ma adesso oltre alle parole c’è bisogno di strumenti: carriera Alias per tutti e sanzioni a chi non la applica”. In questo caso, infatti, l’articolo 4 del ‘Regolamento dell’Identità Alias’ approvato nell’istituto, permetteva allo studente di utilizzare il nome di elezione. “Quindi c’è una violazione doppia di un diritto- prosegue il portavoce del Gay Center- ma non esiste nessuna sanzione”.

Per Turano si tratta di una volontà politica. “I governi dovrebbero leggere la realtà e rappresentarla nelle sedi istituzionali- commenta- dovrebbero riconoscere e dare dignità ai percorsi di affermazione di genere. Servirebbe una legge che faciliti il percorso di cambio del documento, che è un processo molto lungo. E la carriera Alias è uno strumento che aiuta ad affrontare questo vuoto normativo”.

Ad oggi nel Lazio, la regione italiana più attiva su questo fronte, solo 15 scuole hanno attivato la carriera Alias. Secondo il sito ‘Genderlens’, in tutta Italia gli istituti con questo percorso sarebbero poco più di un centinaio. E poi ci sono le università. “Insomma, sono ancora poche”, dice Turano. Per attivare la carriera Alias, gli studenti possono proporre lo strumento in consiglio di isitituto o contattare la Gay Help Line. “In questo modo noi possiamo sostituirci a loro e costruire un canale con gli istituti perché venga approvato. L’aiuto di un’associazione che possa parlare con la dirigenza e possa portare dei modelli di regolamento, è uno strumento fondamentale”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*