Defr, Chianella, riprenderanno tutte le corse degli autobus

Defr, Chianella, riprenderanno tutte le corse degli autobus
GIUSEPPE CHIANELLA

Defr, Chianella, riprenderanno tutte le corse degli autobus

“Riprenderanno tutte le corse degli autobus a seguito del riequilibrio conseguente al reperimento delle risorse in fase di assestamento di bilancio e grazie alle successive risorse aggiuntive della Regione dopo l’approvazione dell’atto in Aula”: lo ha detto l’assessore Giuseppe Chianella nell’audizione in Prima commissione sul Defr in materia di trasporto pubblico locale e infrastrutture, rispondendo a specifica domanda del presidente Andrea Smacchi sulla necessità del ripristino delle corse con la riapertura delle scuole. “Per il 2019 – ha detto l’assessore – tutto a posto, resta da coprire una piccola parte dei collegamenti e ci riusciremo con la trasformazione d’azienda da ‘Umbria mobilità’ a ‘Agenzia per la mobilità’.

È in corso un interpello all’Agenzia nazionale delle entrate che ha chiesto ad agosto documenti aggiuntivi. Ci aspettiamo entro un mese, nella prima decade di ottobre, la risposta a questo interpello che ci auguriamo positiva, dopo la valutazione già positiva dell’agenzia regionale ed in conseguenza di quanto accaduto analogamente anche in altre regioni. Siamo partiti nel 2015 con notevoli criticità finanziarie e grazie a Regione e Provincia è stato ridotto lo squilibrio; oggi la situazione è nettamente migliore ed è stata definita la partita della gestione infrastruttura Fcu con il trasferimento della gestione a Rfi (Reti ferroviarie italiane), che significa 46 unità non più in capo all’azienda, quindi è stata una trasformazione opportuna”.

“Stiamo lavorando – ha aggiunto Chianella – per chiedere al nuovo governo un’attenzione particolare al finanziamento del Tpl con un incremento del Fondo nazionale trasporti chiesto da Umbria, Toscana, Marche e Lazio. Un incremento ad oggi di 4miliardi e 900 milioni che speriamo aumenti il più possibile.

Il Tpl gomma conta su 45milioni di euro, se l’interpello va a buon fine, arriveranno altri 8milioni di euro che si aggiungono ai 45milioni di prima, di cui 5 conferiti dalla Regione. Ci sarà la gara entro il 2020, che porterà in tutto 70milioni al Fondo nazionale dei trasporti, in quota Umbria. È un settore che ha avuto dei tagli lineari corposi, con obbligo restato in capo agli enti che pesa per 6milioni di euro sui contratti collettivi nazionali di lavoro. Per la gara unica di bacino servono dunque risorse certe, strutturali. Vanno razionalizzati i programmi di esercizio e deve essere rivista la ripartizione, che non è più pertinente alla realtà odierna”.

Sulla EX FCU, Chianella ha detto che “nel 2015 era senza un futuro, ma l’aver da subito interloquito con Reti ferroviarie italiane è stato un bene ed oggi siamo la prima regione che sia intervenuta sulle ferrovie interne, pur tenendo conto delle difficoltà del trasferimento delle concessioni per la complessità della normativa, che ha richiesto del tempo. Il disastro della ferrovia regionale in Puglia ha modificato lo scenario e le norme, la gestione di queste ferrovie, che dovranno essere adeguate agli stessi standard delle ferrovie nazionali.

Per fare ciò, servono investimenti importanti sulla sicurezza e per migliorare le performance. Nel 2017 sono stati intercettati 51milioni di euro, e altre risorse negli anni successivi, ma sono stati fatti solo interventi sulla tratta nord e solo sulla parte infrastrutturale, cioè sui binari, che sono nuovi. Rimane da fare lo stesso nella parte restante. Il Ministero ci ha chiesto una programmazione di risorse nel quinquennio e abbiamo previsto oltre 200milioni in cinque anni, installando sistemi di sicurezza uguali agli standard delle ferrovia nazionali. Nell’ultimo anno non ci sono stati trasferimenti di risorse, stiamo lavorando sul tratto Ponte San Giovanni-S.Anna che da oggi è competenza di RFI, ma altro non si è potuto fare in mancanza di ulteriori risorse nazionali”.

Per quanto riguarda l’ALTA VELOCITÀ, Chianella ha ricordato i positivi esiti dell’introduzione del treno Freccia rossa, “un tema su cui si dovrà impegnare anche la prossima amministrazione regionale, insistendo su una fermata a Orte che tecnicamente è possibile, ma per ora non è nei piani di Trenitalia”.

“Sulle INFRASTRUTTURE VIARIE – ha concluso Chianella – rimangono aperte le questioni legate alle infrastrutture che il precedente governo gialloverde ha spostato in avanti nel tempo, come la E78 e la tratta E45 fino alla galleria della Guinza, seppure finanziata con cento milioni. Anche la Terni-Civitavecchia è finanziata ma bloccata da in questo caso da un ricorso al Tar, mentre per la Terni-Rieti ci sono stati problemi di carattere economico da parte di una società. Dobbiamo sollecitare Ministero e Anas per il completamento dei lavori sulle infrastrutture. La gestione sulle opere pubbliche sconta la rigidità della normativa, seppure originata da esigenze di trasparenza e legalità. Se ci fosse anche la velocità di esecuzione delle opera saremmo tutti felici”.

ALTRI ARGOMENTI sono stati introdotti dagli stessi consiglieri regionali: “Non vi sono novità riguardanti la strada PIAN D’ASSINO”, sollecitazione richiesta da Smacchi (Pd); sui lavori da fare per il cosiddetto ‘NODO DI PERUGIA’, dietro sollecitazione di Casciari (Pd), “ci sono i finanziamenti che erano previsti per l’ampliamento delle sedi stradali a seguito del progetto Ikea, poi non concretizzatosi, il problema da risolvere è che Anas non ha mai considerato questa infrastruttura di carattere nazionale”.

Casciari ha chiesto anche un nuovo meccanismo di calcolo per gli ABBONAMENTI basato sull’Isee, “perché la mobilità fa parte del diritto allo studio, prevedendo un abbattimento dei costi a carico del bilancio regionale”. Chiacchieroni (Pd), ha ricordato come “sulla tratta Terni-Ponte San Giovanni c’è un documento che stanzia 568mila euro per l’infrastruttura ferroviaria regionale e bisogna andare subito alla carica perché se viene investito subito della questione il nuovo ministro si può svolgere un’azione efficace, mentre se si aspetta un altro decreto, cui non è detto che seguano adeguati finanziamenti e azioni, si rischierebbe di non venirne a capo, come accaduto col governo precedente”.

Su questo punto, l’assessore Chianella ha detto che “domani parte una lettera scritta con Toscana e Lazio” e che “serve una modifica della normativa nazionale che dichiari le ferrovie interconnesse (con la rete nazionale, ndr) di interesse appunto nazionale e quindi che entrino nel contratto di programma con Rfi, liberando risorse ingenti, per l’Umbria fino a 600 milioni nel quinquennio”. Mancini (Lega) ha evidenziato come “non vi siano coincidenze tra l’arrivo dei treni e le partenze degli autobus, un tema su cui occorrerà lavorare meglio”.

Carbonari (M5s) ha sondato la possibilità di “concedere agli abbonati della Ferrovia umbra delle riduzioni per compensare i disagi evidenziati, come l’eccessiva durata della percorrenza delle tratte per raggiungere il capoluogo di regione”. Sul tema sollevato da Ricci (gruppo misto/RP) riguardante i treni veloci anche nell’Umbria meridionale, l’assessore si è detto d’accordo: “la soluzione per l’Umbria del sud è a portata di mano – ha detto Chianella – anche con un cambiamento che interessi il treno ‘Tacito’, ma il problema è che le modifiche dei treni intercity sono in capo al ministero e serve una interlocuzione con quattro regioni diverse.

Sul Freccia rossa a Terni c’è l’opzione Orte o l’ipotetico arretramento da Santa Maria Novella, tecnicamente possibile ma con costi spaventosi e orari impossibili; partirebbe da Terni alle 4 e 10 del mattino. Si dovrebbe fare ancora sperimentazione, non si deve abbassare la guardia”.

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