Collaborazione per rafforzare la sicurezza nazionale
ACN, DNA e Procure: un’alleanza per la cybersicurezza
Negli ultimi tempi, il panorama della cybersicurezza ha subito un’evidente escalation, con un incremento degli attacchi informatici che ha sollevato preoccupazioni a livello globale. Secondo i dati del rapporto Clusit 2025, nel 2024 gli incidenti cyber hanno visto un aumento del 27,4% a livello mondiale, mentre in Italia la crescita è stata del 15,2%. Il nostro Paese, purtroppo, continua a essere uno dei principali bersagli, con circa il 10% degli attacchi globali. Tuttavia, l’Italia ha dimostrato una certa resilienza, registrando una minore incidenza di attacchi critici (9% contro il 29% globale) e un numero maggiore di eventi con impatto medio.
Cause dell’impennata degli incidenti cyber
L’impennata degli attacchi informatici è attribuibile a diversi fattori, tra cui:
Miglioramento tecnologico: L’innovazione ha reso le tecnologie più accessibili.
Diffusione dell’IA: L’intelligenza artificiale viene utilizzata anche per fini criminosi.
Capacità di rilevazione: Le tecnologie di rilevamento degli attacchi sono migliorate, rendendo più evidente il fenomeno.
Questa situazione mette in luce la necessità di un approccio strategico alla sicurezza non solo per le istituzioni, ma anche per le aziende private e i cittadini.
Il convegno a Perugia: un’importante iniziativa
Oggi, si è tenuto il convegno “Governare la cybersicurezza: prevenire, resistere, contrastare”, organizzato dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) in collaborazione con la Procura Generale e la Procura della Repubblica di Perugia. L’evento ha visto la partecipazione di esperti e rappresentanti delle istituzioni, riuniti per discutere le sfide e le opportunità nel campo della cybersicurezza.
Il Procuratore Generale Sergio Sottani ha aperto i lavori, sottolineando l’importanza di tali incontri: «Siamo qui per il quarto appuntamento in Italia, dopo Milano, Palermo e Napoli. È un segnale tangibile dell’urgenza di approfondire e condividere conoscenze su questo tema cruciale. La sicurezza informatica è una responsabilità collettiva, e ognuno di noi deve agire con determinazione».
Scenario attuale della cybersicurezza
Ad illustrare il contesto attuale è stato il Procuratore della Repubblica di Perugia, Raffaele Cantone. Ha sottolineato come il cyberspazio stia diventando un terreno fertile per la criminalità organizzata, mescolando attività illecite tradizionali con tecnologie avanzate. Secondo Cantone, «le sfide che affrontiamo sono senza precedenti e richiedono un’azione coordinata e integrata».
Nunzia Ciardi, Vicedirettore Generale dell’ACN, ha aggiunto che la cybersicurezza non è solo un problema tecnico, ma una questione sociale condivisa: «Dobbiamo rafforzare la cyber-resilienza per proteggere le infrastrutture essenziali e garantire continuità operativa».
La nuova legge sulla cybersicurezza
Un aspetto cruciale dell’incontro è stato dedicato alla legge n. 90/2024, che ha modificato l’articolo 629 del Codice penale, introducendo pene più severe per i crimini informatici. Questa legge mira a rafforzare il sistema di cybersicurezza nazionale, bilanciando la necessità di una risposta efficace alle minacce con la protezione dei servizi essenziali.
Eugenio Albamonte, Sostituto Procuratore della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ha evidenziato che gli attacchi informatici rappresentano un’emergenza criminale attuale, con autori che spesso operano dall’estero. Ha sottolineato che, sebbene le nuove normative siano un passo avanti, è essenziale continuare a investire in risorse tecnologiche e potenziare la cooperazione internazionale.
Conclusioni e prospettive future
Il convegno ha rimarcato l’importanza della collaborazione tra le istituzioni e gli enti preposti alla sicurezza. La necessità di un approccio integrato alla cybersicurezza è più urgente che mai, e le istituzioni devono lavorare insieme per sviluppare strategie efficaci.
La legge 90/2024 rappresenta un punto di svolta per il coordinamento delle azioni di prevenzione, gestione e risposta agli incidenti informatici. Le sfide future richiederanno non solo risorse adeguate, ma anche una maggiore consapevolezza da parte di tutti gli attori coinvolti nel garantire la sicurezza digitale del Paese.
L’incontro, patrocinato dalla Scuola Superiore di Magistratura, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, delle forze dell’ordine e dell’Università, sottolineando l’importanza di un dialogo continuo e costruttivo per affrontare le sfide della cybersicurezza in modo efficace.

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