Petizione per salvare Eurocar: oltre mille firme raccolte a Passignano
Più di mille firme sono state raccolte in meno di due ore a Passignano sul Trasimeno per cercare di salvare il capannone di via Valle Romana, sede dell’azienda Eurocar. La mobilitazione popolare mira a evitare l’abbattimento dell’edificio e a proteggere i posti di lavoro degli 11 dipendenti dell’officina, minacciati dalla sentenza del Consiglio di Stato che impone la demolizione della struttura. La petizione sarà inviata alla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, e successivamente al Presidente della Repubblica.
La comunità ha risposto numerosa all’appello lanciato da titolari e lavoratori di Eurocar, che vedono nell’intervento delle istituzioni l’ultima speranza per evitare la chiusura dell’attività. La vicenda legale si trascina dal 2009, quando il Comune concesse un permesso a costruire che venne successivamente revocato. Da allora, diverse sentenze emesse dal TAR e dal Consiglio di Stato hanno stabilito l’illegittimità dell’edificio. Nonostante ciò, i meccanici dell’officina hanno continuato a pagare regolarmente l’affitto per 16 anni, con l’obiettivo di riscattare definitivamente la struttura. Tuttavia, a seguito dell’ultima pronuncia della giustizia amministrativa, Intesa Sanpaolo, proprietaria dell’immobile tramite leasing bancario, ha imposto il rilascio dei locali entro il 13 marzo.
Secondo i soci di Eurocar, trovare una sede alternativa all’interno dello stesso bacino di utenza è un’impresa quasi impossibile. L’intera attività, infatti, si basa sugli investimenti fatti nel capannone attuale, la cui demolizione comporterebbe la perdita dell’attività e la disoccupazione per 11 famiglie.
La questione urbanistica aggiunge ulteriore complessità alla vicenda. Una variante al piano regolatore, approvata nel corso degli anni, consente ora la costruzione di un nuovo edificio nella stessa area con destinazione sia pubblica che privata. Tuttavia, la legge prevede che l’attuale capannone venga prima demolito e poi ricostruito.
Il sindaco di Passignano sul Trasimeno, Sandro Pasquali, ha espresso solidarietà verso i lavoratori, ma ha ribadito che le sentenze vanno rispettate per evitare possibili ripercussioni economiche sulla collettività. Ha inoltre ricordato che il 25 marzo il Comune dovrà affrontare un’udienza davanti al TAR relativa a una richiesta di risarcimento avanzata da un confinante, che contesta la legittimità della costruzione del capannone.
“Le sentenze e gli atti amministrativi sono pubblici e garantiscono trasparenza e chiarezza”, ha dichiarato Pasquali, sottolineando che l’azione dell’amministrazione comunale mira a tutelare gli interessi della comunità ed evitare che eventuali costi ricadano sui cittadini.

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