Sagre, pesa il costo della sicurezza, situazione sempre più complessa

Sagre paesane non più di 4 giorni consecutivi, la Regione limita

Sagre, pesa il costo della sicurezza, situazione sempre più complessa

La situazione delle sagre era già complessa prima, figuriamoci adesso con il nuovo decreto. Troppi i costi per permettere un’adeguata sicurezza. Piccole realtà non se la possono permettere. La variante Delta incide fortemente “anche se ci sono regole ben precise che ogni proloco deve seguire per permettere lo svolgimento in sicurezza dell’evento, c’è molta preoccupazione” – spiega Francesco Fiorelli, consigliere nazionale e presidente dell’Unpli Umbria alla Nazione Umbria di oggi, in un articolo firmato da Valentina Scarponi.

“La situazione per le sagre, al momento, è complessa. Se fino a una decina di giorni fa c’erano state richieste, ora sembra ci sia uno stop”. Nel calendario regionale dell’Umbria – aggiornato al 16 luglio – sono inseriti appena 29 appuntamenti tra feste e sagre paesane da qui a settembre. Ma Fiorelli ribadisce: “Senza sagre certe realtà come i piccoli borghi, rischiano di morire”.

Giorni delle sagre ridotte nei giorni, ore di 6 giorni, a fronte dei quattro dello scorso anno, come stabilito dall’ordinanza regionale. Alcune Pro Loco si sono organizzate con il servizio prenotazioni per poter organizzare al meglio la serata ed evitare assembramenti e poi misurazione della temperatura all’ingresso, accessi contingentati,  stewards per gli ospiti e mascherina obbligatoria da togliere solo una volta seduti a tavola, niente balli. Questa è la situazione delle sagre in questo momento, ma alla luce delle ultime norme ministeriali molte organizzazioni potrebbero fare un passo indietro.

 
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