Nuova Associazione Regionale Concessionari Auto Michele Biselli presidente

 
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Nuova Associazione Regionale Concessionari Auto Michele Biselli presidente

Nuova Associazione Regionale Concessionari Auto Biselli Presidente Il mercato dell’auto è in profonda evoluzione, anche in seguito all’introduzione sempre più massiccia e generalizzata da parte delle imprese costruttrici dei nuovi sistemi di alimentazione. Il mercato in Umbria è in linea con il dato nazionale, l’immatricolato auto nuove risulta essere lo stesso dei primi due mesi del 2017. Le previsioni sono positive per i prossimi mesi, anche in vista di una stabilizzazione del quadro politico nazionale che farà tornare a crescere la fiducia dei consumatori.

Le prospettive del settore sono state al centro della assemblea dell’ARCA-Associazione Regionale Concessionari Auto aderente a Confcommercio Umbria.

l mercato dell’auto come motore di ripresa per l’economia

ARCA nasce dalla regionalizzazione di Upca, l’Unione provinciale dei concessionari auto, e quindi si inserisce nel processo di regionalizzazione di Confcommercio. L’assemblea ha provveduto all’elezione del consiglio, composto da Michele Biselli, Francesco Ascani, Pierfrancesco D’Attoma, Filippo De Poi, Giuseppe Fiacca, Massimo Marchi, Nicola Palomba, Maurizio Spera.

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Biselli Presidente

Il consiglio ha quindi designato Michele Biselli alla presidenza, Francesco Ascani (vicario) e Filippo De Poi alla vice presidenza. “Il nostro settore – dichiara Biselli, già presidente di Upca – è alle prese da tempo con nuove sfide molto impegnative, e più ancora lo sarà.

Le concessionarie vivono una fase di grande cambiamento non solo per l’innovazione tecnologica che trasforma il modo di lavorare, ma anche nel rapporto col cliente, che utilizza sempre più gli strumenti digitali durante il processo d’acquisto dell’auto, ma nel contempo esige una personalizzazione sempre più spinta sia nel rapporto che nella costruzione dell’offerta.

La nostra associazione orienterà dunque la sua attività da un lato nel fornire alle imprese gli strumenti conoscitivi e tecnici per gestire questi cambiamenti, dall’altro nell’interlocuzione con le istituzioni per sollecitare gli interventi strutturali necessari a far sì che il cambiamento sia concretamente possibile”.

 

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