Treofan Terni Jindal non rispetta gli impegni presi al Mise

 
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Treofan Terni Jindal non rispetta gli impegni presi al Mise

Treofan Terni Jindal non rispetta gli impegni presi al Mise

Il governo intervenga” “Treofan Terni, la Jindal non sta rispettando gli accordi sottoscritti al MiSE. Il governo deve smetterla di fare da spettatore e intervenire immediatamente. Come Lega presenteremo un’interrogazione urgente in Parlamento“. I deputati Virginio Caparvi, segretario Lega Umbria, Barbara Saltamartini, referente Lega provincia di Terni e il senatore Valeria Alessandrini, intervengono in difesa del sito industriale ternano.

“La proprietà non ha fatto ricorso alla cassa integrazione ordinaria – spiegano i leghisti – procedendo alla Cigo Covid-19, anche se il calo di affari non è certo attribuibile agli effetti della pandemia, quanto alle scelte sbagliate di mercato della Jindal e alla volontà manifestata dalla proprietà di spostare gli ordini del sito ternano presso altri stabilimenti.

Non solo, abbiamo motivo di sostenere che la Jindal abbia violato alcuni presupposti dell’accordo sottoscritto al MiSE, rispetto alla spedizione di maggiori quantità di prodotti finiti rispetto a quella prevista, alla determinazione in quantità minore di volumi pianificati, alla mancata rimozione prioritaria delle “balle” e all’eliminazione della linea B30 di Terni dal piano di valutazione per la produzione di film di polietilene bi-orientato BOPE.

Di fronte al depauperamento dello stabilimento ternano, il Ministero dello Sviluppo Economico non può continuare a ricoprire il ruolo di spettatore passivo, considerato che è proprio a causa dell’inerzia del Governo se ora ci troviamo in questa situazione di criticità per i livelli produttivi e occupazionali di una realtà che fino a poco tempo fa era florida. Presenteremo interrogazione urgente per richiedere sia una verifica immediata del rispetto degli accordi presi a Roma da parte della proprietà Jindal, sia la definizione di un piano industriale serio di rilancio dell’azienda ternana. Non permetteremo che l’ennesima produzione di eccellenza locale venga svuotata e sfruttata da una multinazionale straniera”.

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