Aree interne, strategie umbre per fermare lo spopolamento

Aree interne, strategie umbre per fermare lo spopolamento

Welfare culturale e digitale chiavi della politica regionale

Contrastare lo spopolamento delle aree interne umbre è una sfida complessa che richiede interventi personalizzati, ha sottolineato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, durante la European Week of Regions and Cities, nel panel “We Say We Stay!”. L’evento ha messo al centro l’attrattività dei borghi e dei piccoli centri europei, con particolare attenzione ai giovani e alle opportunità locali. In sala anche l’assessora Simona Meloni, con deleghe su aree interne, agricoltura, parchi e promozione turistica, evidenziata da Proietti come leva strategica per lo sviluppo locale.

La programmazione regionale 2021–2027 riguarda cinque aree interne umbre, comprendenti sessanta comuni, con un investimento complessivo di 61 milioni di euro destinati a servizi essenziali e sviluppo territoriale. La presidente ha ricordato la sperimentazione 2014–2020 nell’area Sud-Est Orvietano, definita “prototipo virtuoso”: in quel periodo, con il supporto del fondo sociale europeo, sono stati attivati servizi di welfare culturale, educativi e laboratori diffusi che hanno raggiunto oltre il 20% della popolazione residente. Bibliobus e Ludobus hanno garantito laboratori educativi per bambini da 0 a 12 anni, generando al contempo fiducia tra gli anziani e favorendo legami intergenerazionali.

Sulla base di questa esperienza, la Regione ha esteso gli interventi con il progetto “Insieme”, da 5,34 milioni di euro, parte sul fondo europeo di sviluppo regionale e parte sul fondo sociale europeo plus. Secondo Proietti, tale investimento rafforza i servizi di prossimità, migliora la qualità della vita e rende più conveniente restare nei propri territori di origine.

La connettività digitale emerge come asse cruciale: infrastrutture affidabili permettono di attrarre giovani lavoratori da remoto e immaginare un “Erasmus” dei nomadi digitali nei borghi umbri. Telemedicina e infrastrutture sanitarie digitali sono altrettanto decisive, considerando che il calo demografico incide sul finanziamento pubblico. Proietti ha evidenziato l’importanza di asili nido e percorsi educativi 0-6, con attenzione alle lingue straniere, per sostenere la formazione europea dei cittadini.

Sul fronte energetico, le comunità rinnovabili rappresentano un’opportunità doppia: riduzione dei costi e sostenibilità. “L’Umbria vuole essere cuore verde e digitale d’Italia”, ha concluso la presidente. La strategia regionale, basata su volontà politica condivisa, collaborazione tra amministrazioni e terzo settore e valutazione degli impatti, mira a rendere la permanenza nelle aree interne una scelta concreta e desiderabile.

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