Violenza sessuale, processo abbreviato per il 46enne accusato dell’agguato

Violenza sessuale, processo abbreviato per il 46enne accusato dell’agguato

Rito abbreviato per il caso nel centro di Perugia, svolta nell’inchiesta

La violenza sessuale contestata al 46enne di origine afghana approda alla fase decisiva del procedimento giudiziario, dopo mesi di accertamenti che hanno ricostruito una vicenda segnata da brutalità e paura. L’uomo, all’epoca cameriere in un ristorante del centro storico, è accusato di aver attirato una giovane straniera in un locale in ristrutturazione con la promessa di un impiego, trasformando quella proposta in un agguato durato ore.

La ricostruzione degli investigatori

Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile, l’episodio risale allo scorso luglio. La ragazza, convinta di trovarsi di fronte a un’occasione di lavoro, avrebbe seguito l’uomo nel locale di via Pinturicchio. Una volta all’interno, la situazione sarebbe precipitata: l’imputato l’avrebbe aggredita, costringendola a subire atti sessuali e colpendola ripetutamente. Le lesioni riportate, valutate guaribili in trenta giorni, hanno confermato la gravità dell’accaduto.

La giovane, sconvolta e terrorizzata, era riuscita a registrare alcuni frammenti delle violenze con il telefono, materiale che si è rivelato determinante per gli investigatori. Dopo essere riuscita a fuggire, si era chiusa in casa per giorni, incapace di uscire per il timore di incontrare nuovamente l’uomo. Solo in seguito, incoraggiata da persone vicine, aveva trovato la forza di sporgere denuncia.

L’arresto e le verifiche tecniche

L’arresto del 46enne era scattato ad agosto, scrive La Nazione, al termine di un lavoro investigativo che aveva incrociato testimonianze, immagini e soprattutto gli esiti delle analisi genetiche. Le tracce biologiche rinvenute nel locale avevano infatti rafforzato il quadro accusatorio, restringendo il cerchio fino a individuare l’uomo come presunto responsabile.

Attualmente detenuto nel carcere di Terni, l’imputato ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato, opzione che prevede una decisione allo stato degli atti e una possibile riduzione della pena in caso di condanna.

La lettera al giudice e la prossima udienza

Nel corso dell’ultima udienza, l’uomo ha consegnato una lettera indirizzata al giudice, nella quale afferma di provare vergogna per quanto accaduto e sostiene di non ricordare con lucidità la notte dei fatti a causa dell’alcol. Nella missiva, ha chiesto scusa alla giovane, riconoscendo la gravità dell’episodio e dichiarando che «il passato non può essere cambiato».

Il procedimento è stato aggiornato ad aprile, quando il giudice sarà chiamato a pronunciarsi sulla base del materiale raccolto e delle valutazioni formulate dalle parti. L’attesa ora si concentra su quella data, che segnerà un passaggio cruciale in una vicenda che ha scosso profondamente la comunità locale.

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