Le chat con Luca Palamara costano il posto di procuratore di Terni ad Alberto Liguori

Le chat con Luca Palamara costano il posto di procuratore di Terni ad Alberto Liguori
Alberto Liguori

Le chat con Luca Palamara costano il posto di procuratore di Terni ad Alberto Liguori

Alberto Liguori non verrà confermato nelle sue funzioni di capo della procura di Terni, incarico che ricopre già da più di quattro anni. È quanto deciso dal plenum del Consiglio superiore della magistratura che ha approvato a maggioranza la delibera della quinta commissione che proponeva la non conferma: 11 voti, contro 9. Una decisione a sorpresa quella del “plenum“ che ribalta l’orientamento della Commissione Direttivi, che aveva registrato anche il parere favorevole alla riconferma del ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

Al centro della valutazione, che ha diviso il plenum, uno scambio di messaggi tra Liguori e Luca Palamara, all’epoca consigliere del csm, relative ad alcune nomine. Nella delibera approvata si dice che Liguori avrebbe fatto «numerosi interventi» per «influenzare future nomine» del Csm, tant’è che «chiede che vengano sostenuti gli aspiranti da lui indicati, propone accordi tra rappresentanti in Consiglio di diversi gruppi associativi ed esorta Luca Palamara a ricordarli e a farli rispettare in funzione delle nomine di suo interesse».

I due erano entrambi della corrente di Unicost. Le conversazioni con Palamara erano già state esaminate dal Csm nell’ambito di un procedimento per trasferimento d’ufficio a carico di Liguori, che si era concluso con una delibera di archiviazione, votata in plenum il 13 gennaio 2021. In quell’occasione il procuratore Liguori aveva spiegato che con Palamara, al quale era legato da un rapporto d’ amicizia, si era limitato ad esprimere critiche di tipo tecnico giuridico rispetto alle scelte del Consiglio.

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