Incendio auto a Borgo Rivo, arrestati due giovani

 
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Incendio auto a Borgo Rivo, arrestati due giovani

Arrestati dalla Polizia di Stato di Terni due giovani coinvolti nell’incendio di un’auto a Borgo Rivo nella notte di domenica 12 luglio. Atto intimidatorio, scaturito da un debito di droga: l’accusa è di estorsione per entrambi e fabbricazione e porto in luogo pubblico di arma da guerra per uno dei due.

Una rapidissima indagine della Polizia di Stato di Terni, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica, ha portato all’arresto di due giovani ternani accusati di essere gli autori dell’estorsione – attuata con atti intimidatori, come l’incendio di un’autovettura – nei confronti di due fratelli, per un debito di droga contratto da uno dei due.

Seicento euro, questo il debito da onorare da parte di due fratelli residenti a Borgo Rivo, nei confronti di due giovani ternani che, per convincerli a pagare, non hanno esitato ad usare le maniere forti, come il lancio di due bottiglie Molotov contro l’auto parcheggiata nel giardino di casa.

Le indagini avviate immediatamente dalla Squadra Mobile ternana hanno permesso di ricostruire i fatti e, d’intesa con l’Autorità Giudiziaria, hanno aspettato che l’estorsore – un 29enne ternano disoccupato, con una precedente segnalazione per reati di droga – si incontrasse con una delle vittime, lunedì 13 luglio, per ritirare una prima parte della somma dovuta.

Subito dopo, l’uomo è stato fermato dagli agenti e trovato in possesso delle 200 euro che aveva appena incassato: è scattato l’arresto in flagranza per estorsione in concorso.

Dagli altri elementi raccolti, incrociando dati e testimonianze, gli investigatori sono risaliti al complice, un ternano di 31 anni, colui che materialmente aveva lanciato le Molotov; nella sua abitazione, gli agenti hanno rinvenuto delle bottiglie di birra artigianale, come quelle usate per le bottiglie incendiarie.

In brevissimo tempo la Procura di Terni e il GIP hanno emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, aggiungendo all’accusa di estorsione in concorso, quella di fabbricazione e porto in luogo pubblico di armi da guerra. La misura è stata eseguita giovedì mattina, 16 luglio; i giovani rimangono in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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