Esame Suarez, l’inchiesta nasce dal buco di 3 milioni

 
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Esame Suarez, l'inchiesta nasce nasce dal buco di 3 milioni

Esame Suarez, l’inchiesta nasce dal buco di 3 milioni

L’inchiesta sull’esame di Luis Suarez all’Università per gli Stranieri nascerebbe da un buco da tre milioni di euro. Fatto già noto alle cronache e del quale nel mesi precedenti si è tanto parlato. Lo riporta oggi il Messaggero Umbria in un articolo a firma di Egle Priolo.

Si tratta dei soldi spariti e mai riscossi dall’Università, quelli che avrebbe dovuto versare un’agenzia cinese addetta al reclutamento degli studenti in arrivo a Perugia dall’Estremo Oriente.

La guardia di Finanza per questa storia aveva messo alcuni telefoni sotto controllo e da qui sarebbe emersa la vicenda dell’esame per far ottenere al bomber uruguiano, il diploma di italiano livello B1, necessario per ottenere la cittadinanza e giocare in Italia con la Juventus.

L’esame, secondo le intercettazioni, è stato pianificato. Il candidato conosceva già le domande che la commissione gli avrebbe fatto. Sono 5 le persone indagate con l’accusa di rivelazione di segreti d’ufficio e falso ideologico sono infatti finiti nel registro degli indagati la rettrice dell’Università per stranieri Giuliana Grego Bolli, il direttore generale Simone Olivieri, l’esaminatore Lorenzo Rocca, la professoressa Stefania Spina che ha preparato Suarez all’esame e Cinzia Camagna che ha predisposto l’attestato.

La Stranieri ha ribadito la correttezza delle procedure, ma alla rettrice e dg – è arrivata la contestazione anche del concorso in corruzione. Ma mentre gli investigatori continuano a indagare ci sono anche alcune telefonate tra l’avvocato della Juventus e il dg Olivieri.

I dirigenti dell’Università per Stranieri al telefono tra loro si dicevano che la Juventus faceva pressioni. Il club bianconero – secondo le intercettazioni – avrebbe chiesto di accelerare con i tempi
dell’esame. Il certificato di lingua italiana serviva velocemente.

 

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