Spaccio di droga, assolto dal Tribunale, ma Procura di Perugia impugna sentenza

Perugia, assoluzione 2 giovani accusati spaccio: Procura ricorre in appello

Spaccio di droga, assolto dal Tribunale, ma Procura di Perugia impugna sentenza

“La Procura Generale di Perugia ha impugnato la sentenza del Tribunale perugino che nel giugno scorso ha assolto un 43enne eugubino dall’accusa di detenzione a fini di spaccio di oltre 15 grammi netti di eroina, dai quali era possibile ottenere 236 dosi aventi efficacia drogante. Secondo la Procura Generale la sentenza di assoluzione va riformata e, per l’effetto, disposta la condanna dell’imputato in quanto le modalità di detenzione della sostanza stupefacente escludono che la stessa fosse detenuta per uso personale”. E’ quanto comunica Sergio Sottani, procuratore generale di Perugia. 

“Vi è prova, infatti, che l’imputato – spiega Sottani -, in epoca immediatamente antecedente all’arresto subito, aveva personalmente prodotto con due buste di cellophane numerosi cerchietti, o ritagli di cellophane di forma circolare, che servono solo per il confezionamento dell’eroina in dosi da portare all’esterno, non per il suo consumo. Dosi così prodotte che l’imputato ha certamente spacciato, posto che nella sua abitazione sono stati rinvenuti solo due ritagli circolari di cellophane ancora integri, a fronte dei tanti fori circolari presenti nelle due buste gettate nella spazzatura. Il possesso di questo particolare e specifico materiale per la produzione di involucri per il confezionamento in dosi della sostanza stupefacente accredita univocamente l’imputato come spacciatore, e non già soltanto come consumatore di sostanza stupefacente”.

“Il mero consumatore di eroina – spiega ancora il procuratore – è infatti indiscutibile che non ha nessun bisogno di produrre ritagli circolari di cellophane per consumarla, ma la acquista in dosi suddivise proprio in involucri di cellophane termosaldati. La serialità dell’attività di spaccio è peraltro attestata anche dal particolare “contenitore” per involucri circolari di cellophane, ovverosia un cilindretto per rullini fotografici. A tutto ciò si aggiunge un altro elemento allo stesso modo univocamente indicativo dell’attività di spaccio cui era destinata la scorta di eroina sequestrata all’imputato, ovverosia il fatto che – e conclude – subito dopo l’arresto giungevano sul cellulare dell’imputato numerose telefonate da parte di “numero privato”, quindi presumibilmente da clienti dello spacciatore”. 

 
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