Davide Pecorelli a La Vita in Diretta: “Ho trovato il tesoro”

Davide Pecorelli a La Vita in Diretta: “Ho trovato il tesoro”

Davide Pecorelli, 45 anni, l’imprenditore umbro-toscano che aveva inscenato il suo omicidio in Albania a ’La Vita in Diretta’ racconta gli ultimi 8 mesi della sua vita. La storia è sempre la stessa con l’aggiunta del progetto suicidiario – scrive oggi la Nazione Umbria in un articolo a firma di Erika Pontini e Fabrizio Paladino -. Prima i debiti, poi la fuga in Albania, la decisione di farla finita, le preghiere nella comunità di frati a Medjugorie in Bosnia e il tesoro ritrovato a Montecristo, 250 chili d’oro in monete che proprio venerdì scorso stava andando a riprendere.

Tutte cose che lui ha raccontato ai magistrati della procura di Perugia, che intendono chiudere il caso, senza ipotesi di reato. In Albania – scrive Walter Rondoni sul Messaggero dell’Umbria – avrebbe commesso reati: «distruzione di beni mediante incendio e danneggiamento di tombe». Nel fascicolo degli inquirenti albanesi sarebbe accertato il «ritrovamento di un teschio umano» nella Skoda Fabia data alle fiamme in una piazzola stradale ai confini del Kosovo.

«La situazione era drammatica a livello economico, a quel punto ho deciso il suicidio ma prima – racconta in tv – sono andato da un prete per confessarmi. E’ stato lui a dirmi della possibilità delle ossa (trafugate). Mi ha detto ‘le mettiamo dentro la macchina e le diamo fuoco’». Non rileva il nome del prete: «Non lo farò mai perché è la persona che mi ha salvato la vita, quindi non lo tradirò…».

I debiti sembrano essere l’unica certezza. La squadra mobile di Perugia aveva già accertato una situazione finanziaria critica e la procura di Arezzo sta svolgendo indagini su una possibile bancarotta. L’ex arbitro però nega di averlo fatto per incassare il premio dell’assicurazione da 300mila euro. «E’ 30 anni che ho l’assicurazione sulla vita, quindi anche questo è fantascientifico», si giustifica in tv. «Poi il prete mi ha trasferito in una comunità di Medjugorie e lì sono stato 8 mesi senza mai sentire i familiari. Per quattro mesi ho pianto, sono stati veramente drammatici».

La televisione albanese Top Channel ha invece trovato le prove che Pecorelli in questi nove mesi di scomparsa è rimasto a Valona, dandosi alla bella vita.

«Ho trovato il tesoro di San Mamiliano, sono tre forzieri con 250 chili di monete d’oro zecchino da cinque grammi l’una». E avrebbe dovuto «fare a metà col prete che mi ha indicato i luoghi del ritrovamento». Lo ha detto lui stesso  e a ’La Vita in Diretta’ ha raccontato di aver ritrovato due dei tre forzieri a Cala Corfù e cala (o punta) Fortezza, pochi giorni prima di provare ad approdare al terzo, a cala Maestra, dove è stato però intercettato a bordo del gommone dai Carabinieri Forestali.

«Chiedo scusa alla mia famiglia se l’ho fatta soffrire. Ero molto provato psicologicamente». Davide Pecorelli, dietro al romanzo e agli elementi fantastici – più che fantasiosi – della sua sparizione e riapparizione, riconosce di aver fatto soffrire la compagna, l’ex moglie, i quattro figli. E il padre di 86 anni. Lo scrive oggi il Corriere dell’Umbria a firma di Alessandro Antonini. Dopo aver rivisto tutti i suoi cari, domenica ha riabbracciato anche il figlio più grande, di 19 anni, incontrandolo davanti al circolo di San Pio X, a Città di Castello. Il giovane era lì per guardare la partita Juventus-Milan. Pecorelli è stato accompagnato dalla ex moglie e l’abbraccio è avvenuto in auto, lontano da sguardi indiscreti.

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