Comune Perugia approva odg su etica delle arti marziali

 
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Comune Perugia approva odg su etica delle arti marziali

Comune Perugia approva odg su etica delle arti marziali

Il Consiglio ha approvato all’unanimità l’Ordine del giorno presentato dai consiglieri Francesco Vignaroli di Progetto Perugia, Massimo Pici di Perugia Civica e Luca Valigi della Lega su etica delle arti marziali, già illustrato lo scorso 7 ottobre.

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Partendo dagli episodi di cronaca nera accaduti nei giorni scorsi dapprima a Bastia e poi a Colleferro, gli istanti ritengono evidente che la violenza costituisce un problema di salute pubblica nazionale; risulta – hanno spiegato i tre consiglieri – di fondamentale importanza riconoscere quei soggetti con tendenza a comportamenti aggressivi, con particolare attenzione al circuito delle arti marziali, intervenendo in un’ottica di prevenzione ed educazione al rispetto delle regole che disciplinano “il nostro vivere insieme”.

Foto di Tro Der da Pixabay

Infatti la caratteristica principale che “dovrebbe” contraddistinguere la disciplina delle arti marziali è il rispetto delle regole, dell’avversario e più in generale degli altri. È quindi di fondamentale importanza, in tutti i contesti di aggregazione sociale-giovanile, educare al rispetto e insegnare che la violenza non può essere un mezzo di potere per raggiungere i propri scopi a discapito dell’altro, né tanto meno essere un modo per esprimere e sfogare la propria frustrazione.

Vi è quindi la necessità di incoraggiare i servizi della salute e della comunità perugina ad assumere un ruolo più attivo nel contrastare la violenza (spesso prevenibile) e le sue conseguenze).

È, inoltre, assolutamente incontestabile il fatto che in capo all’istruttore ci sia la responsabilità morale ed etica che i suoi allievi sappiano come usare i suoi insegnamenti per far sì che le abilità che apprendono servano a formare cittadini sicuri, che si mettano al servizio dei più deboli e che non approfittino delle capacità sportive acquisite per esercitare abusi su altri, ma che anzi sappiano essere d’esempio per altri giovani e che possano essere presi come modello di riferimento etico.

Tutto ciò premesso gli istanti chiedono di impegnare l’Amministrazione:

  • -A far sottoscrivere a tutti i gestori e/o istruttori e/o maestri una carta di responsabilità che permetta di isolare quei giovani che tengono comportamenti non lineari e non rispondenti alle caratteristiche enunciate e allontanarli dagli impianti.
  • -A pubblicizzare e promuovere la diffusione e l’adesione di questo impegno di responsabilità tra il circuito delle palestre di arti marziali.
  • Tale impegno dovrebbe prevedere la possibilità per tutti i maestri e/o istruttori di arti marziali di collaborare con le Istituzioni nel caso in cui si evidenzino comportamenti degli allievi non rispettosi delle regole che disciplinano la civile convivenza.
  • -Di utilizzare i referenti delle palestre per promuovere, tra gli atteggiamenti di protezione personale che contraddistinguano l’atteggiamento difensivo, anche azioni di promozione – ad esempio uno spot audiovideo – dell’utilizzo della mascherina in questo periodo di emergenza covid, facendo comprendere attraverso la sensibilizzazione dell’ambiente sportivo che sapersi difendere se stessi e gli altri implica un concetto più vasto che imparare le arti marziali.

Questo il testo della carta della responsabilità:

  • 1 – la forza fisica, usata al di fuori delle regole, è indicazione di debolezza e insicurezza di sé
  • 2 – si è ciò che si fa
  • 3 – il nostro comportamento ci identifica
  • 4 – la violenza è una scelta, si può scegliere di non esercitarla
  • 5 – i tuoi comportamenti hanno conseguenze
  • 6 – sei responsabile di ciò che fai
  • 7 – gli altri vanno sempre rispettati, anche ora usando la mascherina. Se proteggi te proteggi loro
  • 8 – non rispondere a provocazioni
  • 9 –gli altri i “diversi” sono uguali a te
  • 10 – insieme si è più forti

Per Giuliano Giubilei lo sport ha un alto valore educativo, al pari di quello della scuola.

In particolare gli sport da combattimento rappresentano l’occasione per formare i giovani: favoriscono il rispetto dell’avversario, la conoscenza dei propri limiti e la capacità di assorbire il peso della sconfitta. Tuttavia va riconosciuto che esiste in alcune palestre un problema, sia per ciò che concerne la violenza verso gli altri che verso se stessi (abuso di sostante proibite). Essendo chiaro che queste forme di violenza non hanno nulla a che vedere con lo sport, Giubilei ha lanciato un appello alle federazioni sportive affinché vigilino attentamente su ciò che avviene nel mondo delle palestre.

Elena Ranfa (PD), nel condividere lo spirito dell’odg, ha sottolineato come emerge, soprattutto nell’ambito dello sport di livello amatoriale, la mancanza di un’adeguata formazione nell’ambito degli istruttori sportivi.

Visto che molti ragazzi trascorrono negli ambiti sportivi un tempo a volte superiore rispetto a quello che passano a scuola, è fondamentale che gli istruttori sportivi siano in grado di rapportarsi in maniera adeguata con i giovani, comunicando con loro adeguatamente così da disincentivare i comportamenti violenti.

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