Caso razzismo scuola Foligno, il maestro, mai detto scimmia

 
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Caso razzismo scuola Foligno, il maestro, mai detto scimmia

Caso razzismo scuola Foligno, il maestro, mai detto scimmia

Il maestro di Foligno Mauro Bocci, sospeso a tempo indeterminato per aver denigrato due bambini,figli di una famiglia nigeriana, ieri si è presentato in procura accompagnato dal suo legale.

Il maestro è stato interrogato dal procuratore capo di Spoleto, Alessandro Cannevale, che ha però risposto solo ad alcune domande. Davanti al procuratore ha esordito sostenendo che si trattava di un’iniziativa contro il razzismo, confermando di aver preso spunto sul web e continuando a difendere il suo operato.

Bocci ha poi negato l’episodio della bambina dicendo di non aver mai detto scimmia all’alunna. Ora si attende che il gip fissi la data per ascoltare i due bambini con la formula dell’incidente probatorio.

La procura accusa Bocci di tre episodi: due nei confronti del maschietto della quinta elementare quando lo costrinse a girare il banco verso la finestra sostenendo che era troppo brutto per essere guardato e quando lo portò, addirittura nell’altra quinta, ripetendo le medesime affermazioni: “Bambini è brutto vero”.

Alla femminuccia della Quarta avrebbe invece detto se poteva chiamarla «scimmia» visto che il suo cognome era lungo e difficile da pronunciare e l’avrebbe torchiata in un’interrogazione per gran parte delle sue ore di lezione. A innescare l’indagine interna erano stati i genitori degli altri alunni. I piccoli avevano poi raccontato l’accaduto. Solo successivamente la famiglia aveva depositato una denuncia.

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