Gestione rifiuti, palestra Gesenu e Comune rispondono alle criticità
Di Tommaso Benedetti
Nel corso della seduta del Consiglio comunale di Perugia, il tema della gestione dei rifiuti a Ponte San Giovanni è tornato in primo piano con l’interrogazione presentata dai consiglieri Margherita Scoccia e Paolo Befani (FdI). I due esponenti hanno richiamato l’attenzione sull’operatività delle ecoisole informatizzate, evidenziando una serie di problemi segnalati quotidianamente dai cittadini.
La discussione prende le mosse dal progetto “Perugia Compatta”, avviato nel 2018 e che portò all’installazione di dieci ecoisole nel capoluogo. Si tratta di strutture che consentono agli utenti di depositare i rifiuti in qualunque momento, utilizzando la tessera sanitaria dell’intestatario della bolletta TARI per l’identificazione. Grazie al successivo finanziamento del programma Pinqua, il servizio è stato ampliato a Ponte San Giovanni, ma con una specifica limitazione: possono accedervi solo i residenti nei cosiddetti “grandi condomini”, ossia complessi abitativi con almeno quindici utenze. Per questi cittadini è prevista la consegna di una tessera RFID, strumento che permette l’uso delle ecoisole senza limiti di giorno o di orario.
Secondo quanto riportato in aula, le principali difficoltà riscontrate dagli utenti riguardano la stretta apertura delle bocchette, ritenuta inadeguata al conferimento, oltre a problemi tecnici legati al funzionamento delle card di accesso. Frequenti sono anche le segnalazioni di cassonetti costantemente pieni, con il risultato di sacchi depositati a terra e conseguenti situazioni di degrado.
Di fronte a tali criticità, i consiglieri di opposizione hanno chiesto all’amministrazione comunale chiarimenti circa le strategie da adottare, anche in collaborazione con Gesenu, per migliorare la gestione della raccolta differenziata e sostenere la comunità di Ponte San Giovanni in questa delicata fase di transizione.
L’assessore David Grohmann, nel fornire la propria risposta, ha illustrato i dati messi a disposizione da Gesenu, spiegando che le ecoisole installate nel quartiere sono strutturate con bocchette di 40 litri, identiche a quelle già utilizzate nel progetto iniziale di “Città Compatta”. Tale dimensione non è casuale, ma è stata stabilita per preservare la qualità della raccolta ed evitare l’inserimento di sacchi troppo grandi o materiali non conformi. La volumetria, ha chiarito l’assessore, è stata calibrata sul fabbisogno giornaliero medio di ogni utenza, considerando la possibilità di conferire rifiuti in qualunque momento della settimana.
Per quanto riguarda i presunti guasti dei lettori RFID e QR code, Grohmann ha sottolineato che non risultano segnalazioni ufficiali di malfunzionamenti strutturali. Le difficoltà dipenderebbero piuttosto da errori di utilizzo da parte dei cittadini. In ogni caso, il gestore del servizio ha avviato campagne informative per favorire un corretto impiego delle tecnologie.
Sul fronte dell’abbandono di sacchi nei pressi delle strutture, l’assessore ha chiarito che si tratta di fenomeni in parte previsti nella fase di avvio del nuovo sistema e accentuati dalla presenza di utenze non registrate all’anagrafe TARI. L’attivazione delle ecoisole ha infatti permesso di individuare cittadini che usufruivano della raccolta senza essere regolarmente censiti, consentendo così un recupero di posizioni contributive e un avanzamento nella lotta all’evasione fiscale. L’ottenimento della tessera RFID e l’iscrizione all’anagrafe tributaria sono ora condizioni indispensabili per utilizzare i nuovi impianti.
Per contenere le problematiche più rilevanti, legate in particolare alla raccolta della plastica, Gesenu ha potenziato i servizi introducendo un doppio passaggio giornaliero. È inoltre previsto, a breve, l’inserimento di altre due ecoisole per alleggerire la pressione sulle strutture già operative. Parallelamente, il Comune ha annunciato l’attivazione dei sistemi di videosorveglianza, installati presso ogni ecoisola come strumento per contrastare l’abbandono illecito dei rifiuti e tutelare il decoro urbano.
Grohmann ha ribadito che le difficoltà iniziali sono attentamente monitorate e che l’obiettivo dell’amministrazione resta quello di consolidare il servizio, migliorandone l’efficienza e assicurando equità fiscale tra i cittadini.
Nella replica, la consigliera Scoccia ha sollecitato la giunta a intensificare le azioni di informazione e a rafforzare il contrasto all’evasione, considerati aspetti essenziali per la buona riuscita del progetto.
La seduta del Consiglio ha affrontato anche un secondo argomento connesso al quartiere, quello relativo alla palestra Molinaccio e alla nuova struttura di Balanzano. Il consigliere Nicola Volpi (FdI) ha chiesto chiarimenti sull’attività sportiva ospitata dal Molinaccio e sugli sviluppi del nuovo impianto in costruzione.
Volpi ha ricordato che la palestra, da anni frequentata da circa 600 cittadini tra sportivi e famiglie, è stata venduta a privati dopo che il Comune ha rinunciato all’acquisto, ritenendo insostenibile una spesa di 600 mila euro a cui si sarebbero aggiunti oltre tre milioni di lavori di adeguamento. Questa decisione ha creato difficoltà per le associazioni sportive che vi operano, ora alla ricerca di nuove sedi. Intanto, con fondi PNRR, prosegue la costruzione della palestra di Balanzano, destinata a diventare un polo moderno per attività sportive e di aggregazione.
Rispondendo in aula, l’assessore allo Sport Pierluigi Vossi ha precisato che le società potranno continuare a utilizzare gli spazi del Molinaccio fino al 2027, nonostante non si tratti di una vera palestra. Il Comune, nel frattempo, sta valutando diverse soluzioni alternative per individuare nuove aree da destinare ad attività sportive a Ponte San Giovanni e Balanzano, anche attraverso possibili partenariati pubblico-privati.
In merito alla nuova palestra di Balanzano, Vossi ha confermato che i lavori si concluderanno nei primi mesi del 2026. Successivamente, la struttura verrà collaudata e assegnata tramite un bando pubblico, redatto sulla base del regolamento comunale per l’affidamento degli impianti sportivi. I criteri terranno conto, tra gli altri, della storicità delle associazioni, dell’affiliazione a enti di promozione sportiva, dell’attenzione alle fragilità sociali e del numero dei tesserati.
La doppia interrogazione ha così posto al centro del dibattito comunale due nodi cruciali per Ponte San Giovanni: la gestione della raccolta rifiuti, con il rafforzamento delle ecoisole e l’introduzione di strumenti di controllo, e il futuro delle infrastrutture sportive, con la prospettiva di una nuova palestra destinata a sostituire un impianto storico ma ormai superato.

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