Elisa83 e Osservatorio regionale, dalla ricerca emerge un aumento degli alunni con disabilità in Umbria

Studio curato dal professor Carlone con i professionisti della Usl Umbria1. Presenza in forte crescita: dal 2011 a oggi nelle scuole umbre è più che raddoppiato

Si è tenuto venerdì 16 ottobre nella sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni a Perugia il convegno “Una scuola per tutti. L’inclusione socio scolastica delle alunne e degli alunni con disabilità in Umbria”, dedicato alla restituzione dei risultati di una ricerca promossa dall’associazione Elisa 83 con la collaborazione dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità. Lo studio è stato curato da Ugo Carlone, docente di Programmazione delle politiche sociali all’Università degli Studi di Perugia, con Patrizia Cecchetti, dirigente del servizio sociale della Usl Umbria 1, Pierangelo Cenci, funzionario della stessa azienda, e le assistenti sociali specialiste Giulia Mandoloni e Lucia Maracaglia.

Il punto di partenza della ricerca è dato da una presenza in forte crescita: dal 2011 a oggi il numero di studenti con disabilità nelle scuole umbre è più che raddoppiato. La ricerca nasce dai lavori dell’Osservatorio, che segnalavano la necessità di raccogliere dati non solo quantitativi, ma anche qualitativi, sul processo educativo nel suo insieme. Il questionario, rivolto ai genitori di alunni con certificazione ai sensi della legge 104/92 nelle scuole umbre di ogni ordine e grado, è stato quindi affiancato da interviste e focus group con genitori, rappresentanti di associazioni, dirigenti scolastici, insegnanti, neuropsichiatri, operatori, ricercatori, alunni ed ex alunni. Dalla ricerca emerge un giudizio nel complesso positivo dei genitori sul percorso scolastico, con un apprezzamento particolare per il lavoro degli insegnanti di sostegno. La soddisfazione, però, non è uguale per tutti: diminuisce dove la disabilità è più grave, dove le condizioni economiche della famiglia sono più fragili e dove le relazioni con i compagni sono più difficili. Le criticità più evidenti riguardano ciò che avviene fuori dall’aula: la difficoltà di costruire relazioni al di fuori della scuola, il rischio di solitudine per i ragazzi e per i genitori e il momento della fine del percorso scolastico, vissuto da molti come un vuoto, in assenza di un Progetto di vita concreto.

I saluti istituzionali, aperti dalla presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, hanno visto gli interventi della presidente della Giunta regionale Stefania Proietti, della consigliera provinciale delegata all’edilizia Francesca Pasquino, dell’assessora del Comune di Perugia Costanza Spera, che ha portato i saluti della sindaca Vittoria Ferdinandi, e dell’assessore regionale Fabio Barcaioli. Il convegno è stato introdotto da Bianca Maria Tagliaferri, Presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, e da Giancarlo Cencetti dell’Ufficio scolastico regionale.

“La scuola e l’università – ha affermato la presidente Proietti – sono, per loro natura, i luoghi in cui includere e accogliere. Ma l’inclusione passa per un concetto di pari opportunità molto più ampio dell’accezione che spesso diamo a questo termine”. “Una scuola è davvero inclusiva – ha detto la consigliera Pasquino – quando è capace di accogliere ogni studente, anche attraverso spazi adeguati. Per questo la Provincia è impegnata nella cura degli edifici delle scuole superiori: accessibilità, abbattimento delle barriere architettoniche e sicurezza sono condizioni indispensabili perché il diritto all’inclusione non resti solo sulla carta”. “Garantire una scuola accessibile a una persona con disabilità – ha sottolineato l’assessora Spera – non significa semplicemente assicurarle un banco, ma costruire percorsi personalizzati, tarati sulle sue capacità di apprendimento e sulla sua visione di futuro. La scuola non può farlo da sola: serve una rete tra le famiglie, le associazioni e le istituzioni, una comunità attiva anche dopo il suono della campanella”. “La persona con disabilità – ha spiegato Bianca Maria Tagliaferri – non ha solo diritto a un progetto di vita, ma deve parteciparvi ed esprimersi con le proprie aspettative e i propri desideri. La scuola resta centrale, ma si colloca in un orizzonte più ampio. Le esperienze riuscite dimostrano che è possibile: il cammino è lungo e difficile, ma dobbiamo affrontarlo con coraggio”. Ugo Carlone e Patrizia Cecchetti hanno quindi presentato la ricerca, a cui è seguita una tavola rotonda con i coordinatori dei gruppi di lavoro dell’Osservatorio, che hanno offerto il proprio contributo sui risultati dello studio ciascuno per il proprio ambito: Riccardo Magni per Accessibilità universale, Pierangelo Cenci per Progetto di vita, Rita Coccia per Educazione e istruzione e Valeria Meo, che ha sostituito Antonio Francese, per Formazione, occupazione e lavoro. Le conclusioni sono state affidate a Sabrina Boarelli, già dirigente tecnico del Ministero dell’Istruzione e già dirigente dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria. Ha moderato i lavori Paolo Giovagnoni, responsabile dell’Ufficio stampa dell’Assemblea legislativa.

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