Il SAPPE denuncia 44 giorni di prognosi e reclama più tutele
📌 FLASH NEWS – Aggressione nel carcere di Spoleto: quattro agenti della Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti, con 44 giorni complessivi di prognosi. Il SAPPE chiede più tutele, nuovi protocolli e il trasferimento dei detenuti violenti.
Quattro poliziotti trasportati al Pronto Soccorso
Quattro agenti della Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti durante una nuova aggressione avvenuta questa mattina nella Casa di Reclusione di Spoleto. Le lesioni riportate hanno determinato complessivamente 44 giorni di prognosi.
A denunciare l’accaduto è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che ha rinnovato la richiesta di interventi urgenti per garantire maggiori condizioni di sicurezza al personale impegnato nell’istituto.
Secondo la ricostruzione fornita dal SAPPE, l’episodio avrebbe avuto origine dopo la visita di un detenuto appartenente al circuito di media sicurezza nell’infermeria del carcere.
Il rifiuto di rientrare nella sezione
Al termine della visita, il detenuto si sarebbe rifiutato di tornare nella propria sezione, fermandosi all’interno di un locale utilizzato per il transito. La sua presenza avrebbe impedito il passaggio di altri reclusi appartenenti a circuiti differenti, creando una situazione incompatibile con il divieto di incontro previsto tra le diverse categorie.
Gli agenti avrebbero invitato ripetutamente l’uomo a rientrare nella sezione per consentire il ripristino della regolare attività. Il detenuto avrebbe però reagito aggredendo più volte il personale e scagliando anche un tavolo contro gli operatori.
Durante le successive operazioni di contenimento, quattro appartenenti alla Polizia Penitenziaria hanno riportato lesioni. Per loro si è reso necessario il trasferimento al Pronto Soccorso e la successiva assegnazione dei giorni di prognosi.
Bonino: la solidarietà non è più sufficiente
Il segretario nazionale del SAPPE per l’Umbria, Fabrizio Bonino, ha espresso vicinanza ai colleghi coinvolti, sottolineando tuttavia come le attestazioni di solidarietà non siano più sufficienti davanti al ripetersi delle aggressioni.
Secondo Bonino, non può essere considerato normale che gli agenti debbano affrontare quotidianamente il rischio di subire violenze mentre svolgono il proprio servizio. L’episodio avvenuto a Spoleto rappresenterebbe, secondo il sindacato, un ulteriore segnale delle difficoltà incontrate nella gestione dei detenuti che rifiutano regole e autorità.
Il personale, ha osservato il rappresentante del SAPPE, interviene per ristabilire l’ordine, affronta i rischi e può rimanere ferito senza che il sistema riesca a garantire una soluzione efficace e duratura. Una situazione che, per il sindacato, compromette la sicurezza sia degli operatori sia della popolazione detenuta.
Capece chiede pari tutela per tutti i poliziotti
Sull’accaduto è intervenuto anche il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, richiamando l’impegno assunto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per rafforzare strumenti e tutele destinati alle Forze dell’Ordine.
Capece ha chiesto che tali misure siano estese concretamente anche alla Polizia Penitenziaria, senza differenze rispetto agli altri corpi. Quando un detenuto aggredisce un rappresentante dello Stato, ha evidenziato, deve arrivare una risposta capace di tutelare la divisa e impedire che simili condotte siano percepite come prive di conseguenze adeguate.
Per il segretario generale non è possibile continuare a chiedere agli agenti professionalità, coraggio e spirito di servizio senza fornire loro condizioni operative adeguate e strumenti utili a proteggersi.
Le richieste rivolte al Dap e al Ministero
Il SAPPE ha sollecitato l’intervento immediato del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero della Giustizia. Il sindacato chiede una valutazione preventiva dei detenuti maggiormente problematici e il trasferimento tempestivo di quelli responsabili di comportamenti violenti o ripetutamente contrari alle disposizioni.
Tra le misure indicate figurano anche strumenti adeguati di tutela e difesa, protocolli operativi aggiornati e un rafforzamento degli organici della Polizia Penitenziaria.
Capece ha concluso chiedendo di non attendere una nuova aggressione prima di intervenire. Per il SAPPE, gli appartenenti al Corpo non chiedono privilegi, ma la possibilità di svolgere il proprio lavoro in condizioni di sicurezza.

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