La 47enne era rimasta ustionata nell’80 per cento del corpo.
📌 FLASH NEWS – È morta Federica Donati, 47 anni, rimasta gravemente ustionata nell’esplosione del 22 agosto in via Giambattista Vico a Perugia. Decesso: al Bufalini di Cesena. La Procura procede per crollo e omicidio colposo nell’inchiesta.
È morta Federica Donati, la donna di 47 anni rimasta gravemente ferita nell’esplosione avvenuta il 22 agosto scorso in una palazzina di via Giambattista Vico, a Perugia. Il decesso è avvenuto lunedì 31 agosto, alle ore 23, all’ospedale Bufalini di Cesena, dove la donna era stata trasferita a causa delle gravissime ustioni riportate nell’incidente.
Federica Donati aveva riportato ustioni sull’ottanta per cento del corpo. Subito dopo la deflagrazione, nel tentativo di sottrarsi alle fiamme, si era lanciata dalla finestra del proprio appartamento, situato al quarto e ultimo piano dell’edificio.
Era sopravvissuta ai traumi provocati dalla caduta, ma le condizioni determinate dalle ustioni erano apparse estremamente gravi. Dopo nove giorni dall’esplosione, il quadro clinico ha avuto l’esito più drammatico.
La morte della 47enne modifica anche il quadro dell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Perugia, che dovrà accertare con precisione le cause della deflagrazione e le eventuali responsabilità.
Il tentativo di sfuggire alle fiamme dopo l’esplosione
L’esplosione si era verificata il 22 agosto nell’appartamento di via Giambattista Vico. Nei momenti immediatamente successivi alla deflagrazione, Federica Donati aveva cercato di mettersi in salvo lanciandosi dalla finestra dell’abitazione.
La donna viveva nell’appartamento al quarto e ultimo piano della palazzina. La caduta le aveva provocato traumi ai quali era riuscita a sopravvivere, mentre erano risultate particolarmente critiche le conseguenze delle ustioni estese a circa l’ottanta per cento del corpo.
La gravità delle condizioni aveva reso necessario il trasferimento all’ospedale Bufalini di Cesena, dove la 47enne era stata ricoverata e sottoposta alle cure del caso.
La sua battaglia si è conclusa nella tarda serata di lunedì 31 agosto. Il decesso è stato registrato alle 23, nove giorni dopo l’esplosione che aveva devastato parte dell’edificio perugino.
Federica Donati viveva e lavorava a Londra
Federica Donati era nata a Roma ed era cresciuta a Mentana, cittadina alle porte della Capitale. Dopo gli studi si era laureata in Psicologia.
Da circa dieci anni viveva e lavorava a Londra, pur mantenendo un rapporto stretto con l’Umbria e in particolare con Perugia. Quando ne aveva la possibilità tornava infatti nell’abitazione di via Giambattista Vico, acquistata per lei dai genitori.
La casa perugina rappresentava un luogo nel quale ritrovare tranquillità e dedicarsi anche alla scrittura, una delle sue grandi passioni. Federica Donati aveva già pubblicato tre libri e, al momento dell’esplosione, stava lavorando a un quarto volume.
La permanenza a Perugia è stata interrotta dalla deflagrazione del 22 agosto e dalle conseguenze che hanno portato al ricovero prima e alla morte nove giorni più tardi.
L’ipotesi della fuga di gas resta al centro degli accertamenti
Le cause dell’esplosione sono oggetto degli accertamenti disposti nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Perugia. Secondo quanto emerso finora, la deflagrazione appare riconducibile a una fuga di gas, ma sarà l’attività investigativa e tecnica a dover stabilire con precisione l’origine dell’accaduto.
Tra le ipotesi considerate figura quella dell’innesco di una scintilla al momento dell’azionamento di un interruttore elettrico nella cucina, dove si sarebbe accumulato il gas.
Si tratta di una dinamica che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti tecnici. L’inchiesta era stata inizialmente aperta contro ignoti, un passaggio necessario per consentire alla magistratura di disporre gli approfondimenti utili a ricostruire quanto accaduto nell’edificio.
Il fascicolo dovrà chiarire da dove sia partita l’eventuale perdita, come il gas si sia accumulato nell’abitazione e quali circostanze abbiano determinato la successiva esplosione.
Con la morte cambia il titolo di reato nell’inchiesta
Il decesso di Federica Donati determina un cambiamento significativo anche sotto il profilo giudiziario. Il fascicolo della Procura di Perugia sarà ora rubricato per crollo e omicidio colposo.
L’inchiesta resta contro ignoti e dovrà ricostruire l’intera sequenza degli eventi, dalle cause che hanno determinato la presenza del gas nell’appartamento fino alla deflagrazione e alle conseguenze sull’edificio e sulla 47enne.
La modifica del titolo di reato consegue alla morte della donna e amplia quindi il quadro degli accertamenti già avviati dopo l’esplosione.
Al centro dell’attività investigativa rimangono le condizioni dell’immobile, l’origine della presunta fuga di gas e la dinamica che ha portato alla violenta deflagrazione all’interno della palazzina.
Nuovi rilievi dei Carabinieri con l’elicottero
Parallelamente agli sviluppi giudiziari proseguono le attività investigative e i rilievi sull’edificio, che resta sottoposto a sequestro.
Nelle ultime ore i Carabinieri hanno effettuato nuove verifiche dall’alto utilizzando un elicottero. L’attività ha consentito di documentare le condizioni del tetto, rimasto parzialmente crollato, e più complessivamente i danni provocati dall’esplosione alla struttura.
Le immagini e gli elementi raccolti contribuiranno alla documentazione dello stato della palazzina prima delle successive attività tecniche.
Nei giorni precedenti era stato già effettuato un sopralluogo preliminare da parte dei Vigili del Fuoco, necessario anche per valutare le condizioni di sicurezza dell’edificio dopo i danni provocati dalla deflagrazione.
La palazzina dovrà essere messa in sicurezza
Prima che i periti possano svolgere gli accertamenti tecnici all’interno dell’edificio sarà necessario procedere alla messa in sicurezza della palazzina. Le condizioni della copertura e i danni strutturali rendono infatti necessario eliminare i rischi per chi dovrà entrare nell’immobile.
Solo dopo questa fase gli specialisti potranno effettuare gli approfondimenti necessari per raccogliere ulteriori elementi sulla dinamica dell’esplosione e sulla sua origine.
Il lavoro investigativo dovrà quindi procedere insieme alle verifiche tecniche sull’edificio. Gli accertamenti serviranno alla Procura di Perugia per ricostruire quanto avvenuto il 22 agosto e verificare l’ipotesi della fuga di gas che, allo stato degli elementi disponibili, viene indicata come possibile origine della deflagrazione.
Con la morte di Federica Donati, l’inchiesta entra dunque in una nuova fase. Al dolore per il decesso della 47enne si affianca il lavoro degli investigatori e dei tecnici, chiamati a stabilire le cause dell’esplosione e gli eventuali profili di responsabilità legati alla tragedia di via Giambattista Vico.
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L’Amministrazione comunale di Perugia esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Federica Donati, rimasta gravemente ferita nell’esplosione che ha interessato la palazzina di via Vico e successivamente trasferita al Centro grandi ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena.
Nata a Roma e laureata in Psicologia, Federica Donati lavorava da tempo a Londra, ma tornava spesso nella sua abitazione di Perugia, situata all’ultimo piano dell’edificio coinvolto nell’esplosione.
«La notizia della morte di Federica Donati ci addolora profondamente – dichiara la sindaca Vittoria Ferdinandi a nome dell’intera Amministrazione comunale –. Alla sua famiglia, ai suoi affetti e a tutte le persone che le sono state vicine rivolgiamo le più sentite condoglianze e la vicinanza della città di Perugia in questo momento di immenso dolore».
Secondo gli accertamenti finora svolti, l’esplosione sarebbe stata provocata da una scintilla all’interno dell’appartamento, reso saturo da una probabile fuga di gas. Le verifiche sulle cause dell’accaduto proseguono da parte delle autorità competenti.
Continua, nel frattempo, l’impegno del Comune di Perugia nell’assistenza alle famiglie evacuate dalla palazzina, attraverso i servizi comunali e le strutture operative coinvolte
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