Credito in Umbria, patto contro la desertificazione bancaria

Credito in Umbria, patto contro la desertificazione bancaria

Nasce il Tavolo regionale per tutelare sportelli e territori

📌 FLASH NEWS – Firmato a Palazzo Donini il protocollo contro la desertificazione bancaria. Regione Umbria, Anci e sindacati avviano un’intesa di quattro anni. Entro sei mesi nascerà il Tavolo del Credito Regionale con Gepafin, Osservatorio.


La Regione Umbria, Anci Umbria e le organizzazioni sindacali dei lavoratori del credito hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa per contrastare la progressiva riduzione degli sportelli bancari sul territorio regionale. L’accordo, firmato mercoledì 26 agosto 2026 nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, a Perugia, avrà una durata di quattro anni e punta a costruire una strategia comune per garantire servizi bancari, accesso al credito, sostegno all’economia locale e stabilità occupazionale.

A sottoscrivere l’intesa con Regione e Anci Umbria sono state Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin. Il documento è il risultato di un confronto iniziato nella primavera del 2026 e sviluppato con l’obiettivo di individuare strumenti condivisi per affrontare un fenomeno che interessa in modo particolare i piccoli Comuni, i borghi e le aree interne.

I dati sulla riduzione degli sportelli in Umbria

Il quadro che ha portato alla firma è stato illustrato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti. I dati più recenti disponibili indicano che circa 53mila umbri vivono attualmente in Comuni completamente privi di uno sportello bancario. Nell’ultimo anno il numero è aumentato del 10 per cento.

La stessa crescita percentuale riguarda il sistema produttivo. Sono infatti circa 3.400 le imprese che operano in territori nei quali non è più presente una filiale bancaria di riferimento.

La diffusione geografica del problema emerge anche dal numero dei Comuni coinvolti. Un Comune umbro su tre non dispone più di alcuno sportello, mentre altri 24 territori comunali possono contare su una sola filiale. La prosecuzione di questa tendenza potrebbe determinare, nell’arco di pochi anni, una situazione nella quale oltre la metà dei Comuni regionali risulterebbe priva di una presenza bancaria fisica.

Proietti: servizi essenziali per le aree interne

La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha collegato la questione bancaria alla tenuta sociale ed economica dei territori, sottolineando le conseguenze che la scomparsa delle filiali può produrre sulla quotidianità di cittadini e attività produttive.

Il problema assume una particolare rilevanza nelle aree interne, nei borghi e nei piccoli centri, dove uno sportello rappresenta un servizio di prossimità e la sua chiusura può aggiungersi alla progressiva riduzione di altre funzioni presenti sul territorio.

Secondo Stefania Proietti, l’accordo rappresenta una risposta costruita congiuntamente dalle istituzioni e dalle parti sociali e costituisce un’iniziativa che la Regione intende portare anche all’attenzione della Conferenza delle Regioni, con l’obiettivo di proporre il modello umbro come possibile riferimento per analoghe iniziative.

La presidente ha inoltre evidenziato l’impegno della Giunta regionale a sviluppare politiche a sostegno del credito e dell’occupazione, collegandole alle strategie già avviate per le aree interne e per i piccoli borghi.

Regione e Comuni verso il confronto con gli istituti

Tra gli obiettivi indicati nel Protocollo figura anche il rapporto diretto con gli istituti bancari. La Regione intende intervenire affinché venga mantenuta una presenza territoriale adeguata alle necessità delle comunità e delle imprese.

Un ruolo viene attribuito anche ai Comuni, chiamati a sviluppare analoghe interlocuzioni, comprese quelle con gli istituti che gestiscono i rispettivi servizi di tesoreria.

Il principio alla base dell’intesa è quello di collegare il mantenimento dei servizi finanziari alla più ampia strategia contro lo spopolamento e l’indebolimento dei territori meno popolosi. La disponibilità di servizi essenziali viene quindi considerata parte delle condizioni necessarie per conservare la capacità attrattiva e la funzionalità delle comunità locali.

Anci Umbria: tutelare il credito nei piccoli territori

Il presidente di Anci Umbria Federico Gori ha inserito il Protocollo nel percorso portato avanti dagli enti locali per affrontare le conseguenze dello spopolamento e dell’invecchiamento demografico.

Per Anci Umbria, il credito territoriale rappresenta un presidio rilevante per le comunità, soprattutto nei centri di minori dimensioni e nelle realtà maggiormente esposte alla progressiva riduzione dei servizi.

L’accordo dovrebbe consentire alle amministrazioni di organizzare percorsi più strutturati per cercare di mantenere attive le funzioni bancarie e individuare risposte coerenti con le diverse esigenze territoriali.

Il documento non prevede quindi una soluzione unica, ma punta alla costruzione di interventi capaci di tenere conto delle differenti condizioni dei Comuni umbri e del diverso livello di esposizione al fenomeno della desertificazione bancaria.

Il ruolo dei sindacati dei lavoratori del credito

Una parte rilevante dell’intesa riguarda le organizzazioni sindacali Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin, che parteciperanno al confronto sulle politiche regionali dedicate al settore.

Le sigle sindacali collaboreranno alle iniziative di formazione e alla raccolta delle informazioni sulle dinamiche del mercato e dell’occupazione. Tra i compiti previsti figura inoltre il monitoraggio delle difficoltà nell’accesso al credito che saranno segnalate dai diversi territori.

Il Protocollo collega infatti la presenza degli sportelli non soltanto alla disponibilità dei servizi per cittadini e imprese, ma anche alla tutela dell’occupazione e alla qualità del lavoro all’interno del comparto bancario.

L’obiettivo dichiarato è affrontare contemporaneamente gli effetti territoriali della riduzione delle filiali, le necessità del sistema economico e le conseguenze che i cambiamenti del settore possono determinare per i lavoratori.

Accesso al credito per famiglie e imprese

L’intesa individua tra le proprie finalità il miglioramento dell’accesso al credito per le famiglie e le imprese umbre. A questo si aggiunge la richiesta di una maggiore responsabilità sociale da parte degli istituti bancari presenti nella regione.

Le banche vengono chiamate a rafforzare il rapporto con il tessuto economico e sociale umbro, mentre istituzioni, amministrazioni locali e organizzazioni dei lavoratori intendono sviluppare un sistema stabile di confronto.

Il contrasto alla desertificazione bancaria viene così inserito in un quadro più ampio, nel quale confluiscono la tutela dei servizi territoriali, il sostegno agli investimenti, la qualità del lavoro e la capacità delle attività economiche di accedere agli strumenti finanziari.

Entro sei mesi il Tavolo del Credito Regionale

Uno degli elementi centrali del Protocollo è la prevista istituzione del Tavolo del Credito Regionale, che dovrà essere costituito entro sei mesi dalla sottoscrizione dell’accordo.

Al Tavolo parteciperà anche Gepafin. L’organismo avrà il compito di seguire i flussi di finanziamento sul territorio, contribuire al sostegno degli investimenti e intervenire nell’attività di prevenzione delle situazioni di crisi di liquidità.

La creazione del Tavolo punta quindi a trasformare il confronto tra le parti in un’attività continuativa, consentendo di seguire l’evoluzione del credito regionale e le eventuali difficoltà che possono interessare imprese e territori.

L’Umbria diventa così, secondo quanto indicato dalla presidente Stefania Proietti, la prima regione a istituire un Tavolo del Credito Regionale nell’ambito di una strategia condivisa contro la desertificazione bancaria.

Nascerà anche l’Osservatorio Regionale

Accanto al Tavolo è prevista la nascita di un Osservatorio Regionale sull’attività bancaria. La struttura dovrà monitorare nel tempo l’andamento del fenomeno e raccogliere gli elementi necessari per comprendere come cambia la presenza degli istituti sul territorio umbro.

Tra le funzioni assegnate all’Osservatorio figura anche l’elaborazione di classifiche sulla sostenibilità delle banche presenti in Umbria.

Il monitoraggio dovrebbe permettere alle parti coinvolte di disporre di informazioni aggiornate sull’evoluzione del sistema bancario regionale, sulle zone maggiormente interessate dalla riduzione degli sportelli e sulle conseguenze prodotte per cittadini, imprese e lavoratori.

Formazione e riqualificazione dei lavoratori

Il Protocollo dedica spazio anche alla formazione professionale. Regione, Anci Umbria e organizzazioni sindacali intendono promuovere iniziative comuni di studio, ricerca e sensibilizzazione sui principali temi riguardanti il sistema bancario e il personale impiegato nel comparto.

Sono inoltre previsti programmi dedicati alla formazione e alla riqualificazione professionale dei lavoratori del credito e della finanza. Per realizzare queste attività potranno essere utilizzate anche risorse provenienti da fondi europei e nazionali.

La scelta punta ad accompagnare i cambiamenti che stanno interessando il settore senza separare il tema della presenza territoriale delle banche da quello delle condizioni e delle competenze professionali dei dipendenti.

Soluzioni specifiche per i Comuni più esposti

Un capitolo dell’accordo riguarda direttamente i territori maggiormente vulnerabili. Le parti firmatarie si impegnano a individuare soluzioni specifiche per i Comuni più esposti al rischio di desertificazione bancaria, evitando di applicare automaticamente lo stesso modello a situazioni territoriali differenti.

La firma del 26 agosto apre quindi un percorso della durata di quattro anni nel quale Regione Umbria, amministrazioni comunali e rappresentanze sindacali saranno chiamate a lavorare congiuntamente.

Il primo passaggio operativo sarà la costituzione, entro sei mesi, del Tavolo del Credito Regionale. Parallelamente prenderà forma l’Osservatorio dedicato all’attività bancaria. I due strumenti dovranno consentire di seguire il fenomeno nel tempo e di individuare interventi rivolti alle aree nelle quali la progressiva scomparsa degli sportelli sta incidendo maggiormente sulla disponibilità dei servizi essenziali e sull’accesso al credito.

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