Fare Perugia chiede più medici e sedi realmente disponibili
La garanzia formale dell’assistenza sanitaria non sarebbe sufficiente se i servizi territoriali non risultano concretamente aperti e accessibili ai cittadini. È la posizione espressa da Augusto Peltristo, capogruppo di Fare Perugia-Forza Italia, che torna sulle criticità riguardanti le Aggregazioni funzionali territoriali, AFT, e la Continuità Assistenziale nel Distretto del Perugino.
L’intervento arriva dopo la risposta ricevuta dalla Direzione regionale Salute e Welfare. Una risposta che, secondo Peltristo, non risolverebbe i dubbi sollevati e, per alcuni aspetti, confermerebbe le preoccupazioni manifestate dal gruppo.
Al centro della questione c’è anche la mancata apertura della sede di Ponte San Giovanni durante alcuni turni del periodo natalizio, quando l’assistenza sarebbe stata assicurata attraverso i medici presenti al Centro Servizi Grocco.
Peltristo: la prossimità è parte del servizio
Secondo il capogruppo di Fare Perugia-Forza Italia, considerare garantito un servizio soltanto perché il cittadino può rivolgersi a un’altra struttura non risponderebbe pienamente alla funzione della medicina territoriale.
Peltristo richiama i principi di prossimità, accessibilità e continuità dell’assistenza, sostenendo che la chiusura di una sede destinata a una determinata area della popolazione non possa essere compensata automaticamente dallo spostamento dei pazienti verso un altro presidio.
Il riferimento è in particolare a Ponte San Giovanni e alla Casa della Comunità inaugurata nel gennaio 2025, struttura nella quale sono stati organizzati servizi sanitari, AFT e Continuità Assistenziale.
Per Fare Perugia-Forza Italia, dunque, quella di Ponte San Giovanni non può essere considerata una sede marginale nell’organizzazione dell’assistenza territoriale.
Le difficoltà registrate durante le festività
Nella risposta regionale, secondo quanto riferisce Peltristo, viene riconosciuto che nei periodi con una forte concentrazione di festività possono verificarsi difficoltà nella copertura dei turni.
Durante il periodo natalizio, la riduzione delle unità mediche avrebbe determinato la mancata apertura della sede di Ponte San Giovanni, con l’assistenza trasferita al Centro Servizi Grocco.
Una situazione che Peltristo ritiene non possa essere considerata fisiologica.
Il capogruppo sostiene infatti che proprio nei periodi caratterizzati da una maggiore richiesta di assistenza sanitaria la rete territoriale dovrebbe disporre di una capacità di risposta più elevata.
Il rischio di aumentare la pressione sui Pronto Soccorso
Nell’intervento viene richiamato anche il possibile impatto delle difficoltà della medicina territoriale sulle strutture ospedaliere.
Secondo Peltristo, la riduzione dei servizi di prossimità può costringere i cittadini a raggiungere strutture più lontane e può favorire un aumento degli accessi impropri ai Pronto Soccorso.
La conseguenza, sostiene, sarebbe un ulteriore sovraccarico degli ospedali, mentre la medicina territoriale dovrebbe svolgere proprio una funzione di filtro e rappresentare il primo livello di risposta alle esigenze che non hanno carattere di emergenza.
La questione, per il gruppo politico, non riguarda quindi soltanto la presenza di un’alternativa, ma anche le modalità, i tempi e la distanza con cui l’assistenza viene effettivamente erogata.
Continuità Assistenziale, il nodo dei medici disponibili
Un altro punto sollevato riguarda l’organico della Continuità Assistenziale nel Distretto del Perugino.
Peltristo riferisce che nella risposta regionale vengono indicati 61 medici, dei quali 58 sarebbero sostituti. Molti sarebbero inoltre specializzandi impegnati anche nei reparti dell’Azienda Ospedaliera, circostanza che ne limiterebbe la disponibilità per la copertura dei turni.
Per il capogruppo di Fare Perugia-Forza Italia, il numero complessivo dei professionisti non può essere considerato sufficiente come indicatore della capacità del servizio.
Il dato da valutare, sostiene Peltristo, è quanti medici siano effettivamente disponibili nei momenti nei quali devono essere assicurati i turni.
La richiesta di incentivi per il personale sanitario
L’intervento affronta anche il tema dell’attrattività del Servizio Sanitario Nazionale.
Secondo Peltristo, medici e personale sanitario devono essere maggiormente incentivati e valorizzati. Le attuali difficoltà sarebbero legate anche a mancati investimenti accumulati negli anni e a politiche ritenute insufficienti per rendere maggiormente attrattiva la medicina generale e, più complessivamente, il servizio pubblico.
Il capogruppo cita inoltre analisi e notizie di settore secondo le quali in Umbria sarebbero oltre 90 mila i cittadini senza medico di base, dato che viene indicato come segnale di una carenza strutturale di medici di medicina generale.
La proposta è quella di intervenire attraverso incentivi economici, opportunità di carriera, riconoscimento professionale e migliori condizioni lavorative.
L’obiettivo indicato è contrastare il trasferimento di professionisti dal servizio pubblico verso il settore privato.
Attenzione alle persone più fragili
Le difficoltà nella copertura dei turni, secondo Peltristo, diventano particolarmente rilevanti quando riguardano anziani, bambini, persone fragili e cittadini che necessitano di prestazioni non differibili.
Se turnazioni normalmente affidate a più professionisti vengono gestite con un numero inferiore di medici, sostiene il capogruppo, aumentano il carico di lavoro e il rischio di disservizi, mentre si riduce la capacità di risposta.
Da qui la richiesta di rafforzare la sanità territoriale anziché ridimensionarne la presenza.
Dal nuovo accordo regionale ai servizi concreti
Peltristo richiama anche il nuovo Accordo regionale della medicina generale sottoscritto nel giugno 2026.
Tra gli obiettivi indicati dall’accordo ci sarebbe proprio il rafforzamento dell’assistenza territoriale e la costruzione di una rete di cure maggiormente vicina ai cittadini.
Secondo Fare Perugia-Forza Italia, questo indirizzo deve ora trovare una concreta applicazione nell’organizzazione quotidiana dei servizi.
Il gruppo chiede che vengano assicurati stabilmente i turni delle AFT e della Continuità Assistenziale e che la chiusura temporanea delle sedi non diventi una modalità ordinaria per affrontare le difficoltà nella copertura.
Fare Perugia annuncia un monitoraggio sulla situazione
Tra le richieste avanzate figurano anche un’adeguata presenza di medici nei periodi caratterizzati da una maggiore domanda assistenziale e una tutela effettiva della prossimità dei servizi, con particolare attenzione alle fasce più fragili della popolazione.
“La sanità territoriale non può essere una prestazione sulla carta. Deve essere un servizio concretamente disponibile quando il cittadino ne ha bisogno”, sostiene Peltristo.
Fare Perugia-Forza Italia annuncia quindi che continuerà a monitorare la situazione e a chiedere risposte alla Regione e all’USL Umbria 1.
Per il capogruppo Augusto Peltristo, la disponibilità effettiva dei professionisti e l’accessibilità delle strutture devono diventare elementi centrali dell’organizzazione dell’assistenza, affinché il diritto alla salute non sia condizionato dalla possibilità del cittadino di trovare un medico disponibile o di raggiungere un’altra sede sul territorio.

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