Ospedale Terni presidente Proietti accelera tappe, ma Bandecchi si arrabbia

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Confronto acceso tra Proietti e Bandecchi sul percorso

Clima teso al Broletto, sede della Regione Umbria a Fontivegge, dove si è svolto l’incontro tra la presidente Stefania Proietti e il sindaco di Terni Stefano Bandecchi sul progetto del nuovo ospedale cittadino. Il confronto, durato circa due ore, si è concluso con l’uscita anticipata del primo cittadino ternano, visibilmente contrariato.

Secondo quanto ricostruito dalla presidente della Regione, l’incontro era stato convocato dall’amministrazione regionale con l’obiettivo di aggiornare il Comune di Terni sullo stato di avanzamento dell’iter relativo alla nuova struttura sanitaria. Al tavolo erano presenti anche tecnici regionali, rappresentanti dell’azienda ospedaliera e gli assessori competenti, tra cui Enrico Melasecche De Rebotti (in collegamento) e Thomas De Luca.

Il confronto sul metodo e sulle priorità

Al centro del confronto, il tema dell’accordo di programma, indicato dal sindaco Bandecchi come passaggio prioritario. La presidente Proietti ha ribadito la condivisione dello strumento, definendolo “tipico per opere di rilevante interesse pubblico”, ma ha sottolineato come non possa rappresentare il punto di partenza in assenza di elementi fondamentali.

“Il nuovo ospedale non si realizza con le firme – ha spiegato Proietti – ma con risorse certe, un progetto definito e una scelta accurata della localizzazione”. Secondo la Regione, è necessario completare preliminarmente il percorso tecnico-amministrativo, che comprende la definizione del quadro finanziario e l’elaborazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap).

Iter in corso e tempistiche

La presidente ha ricostruito le tappe principali del percorso avviato negli ultimi mesi. Dopo l’insediamento, nell’ottobre 2025, la Regione ha affidato all’azienda ospedaliera uno studio per individuare le possibili aree di realizzazione del nuovo ospedale. Lo studio, consegnato entro il 15 dicembre, costituisce la base per le successive valutazioni tecniche.

Attualmente, secondo quanto riferito, è in corso la selezione di una rosa ristretta di opzioni tra cui individuare il sito definitivo, con l’obiettivo di concludere il Docfap entro luglio 2026. Parallelamente, la Regione sta lavorando al reperimento delle risorse economiche necessarie.

In questo contesto si inserisce anche l’incontro del 30 aprile con Cassa Depositi e Prestiti, finalizzato all’accesso a un fondo rotativo a tasso zero per la progettazione.

Obiettivo: ospedale strategico nazionale

Nel delineare la visione dell’intervento, Proietti ha parlato di un progetto “mai così avanzato negli ultimi vent’anni”, sottolineando l’intenzione di realizzare a Terni un ospedale “nuovo, baricentrico e strategico anche a livello nazionale”.

Il quadro esigenziale, ha aggiunto, è stato aggiornato rispetto alle ipotesi precedenti e prevede standard più elevati, in linea con il piano sociosanitario regionale e con le prospettive del sistema sanitario nazionale, che guarda alla qualificazione di alcune strutture come poli strategici.

Le tensioni istituzionali

Nel corso dell’incontro è emerso anche il tema dei rapporti istituzionali tra Regione e Comune. La presidente ha fatto riferimento a episodi avvenuti nel recente Consiglio comunale di Terni, definendoli non coerenti con il rispetto dovuto ai ruoli istituzionali.

Nonostante le divergenze, Proietti ha ribadito la volontà di mantenere il confronto aperto: “Per noi sono più importanti Terni e i suoi cittadini, così come la sanità pubblica”.

La posizione della Regione

La linea dell’amministrazione regionale resta quella di procedere “nel modo più veloce possibile”, ma nel rispetto delle procedure e della correttezza amministrativa. L’accordo di programma, secondo quanto chiarito, potrà essere sottoscritto solo una volta definito il quadro complessivo, comprese le risorse finanziarie e gli impegni delle parti coinvolte.

Il progetto del nuovo ospedale di Terni si conferma dunque al centro dell’agenda politica regionale, ma anche terreno di confronto tra istituzioni chiamate a trovare un punto di sintesi su tempi, strumenti e priorità.

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