Cantieri lenti sulla E45: caos e rabbia nel nodo di Perugia

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 I ritardi nei lavori a Montebello finiscono nel mirino civico

PERUGIA, 23-02-2026 – La gestione dei flussi veicolari lungo la principale arteria umbra finisce sotto la lente d’ingrandimento della politica locale a causa di una situazione che sta diventando insostenibile per la collettività. Al centro della contestazione vi sono i ritardi accumulati nei lavori di ammodernamento delle infrastrutture stradali nel tratto perugino della E45, precisamente in località Montebello. Lorenzo Mazzanti, portavoce del gruppo Pensa Perugia e sostenuto da una coalizione che comprende Azione, Socialisti, Perugia in Europa e Laboratorio Civico, ha lanciato un monito severo nei confronti dell’ente gestore. La denuncia non riguarda solo la natura del disagio, ma la discrepanza tra le promesse istituzionali e l’effettiva progressione dei cantieri, che continuano a strozzare la circolazione in un punto nevralgico per l’intero sistema dei trasporti regionale, come riporta il comunicato di Francesca Cecchini – Ufficio stampa Pensa Perugia.

Il fulcro della polemica risiede nelle date ufficiali che erano state comunicate alla cittadinanza durante l’autunno scorso. Secondo quanto riportato in una nota formale diffusa dall’Anas nell’ottobre del 2025, gli interventi per l’installazione delle nuove barriere spartitraffico avrebbero dovuto concludersi entro il 31 gennaio 2026. Tuttavia, il superamento di tale limite temporale senza una reale riapertura delle carreggiate ha scatenato la reazione delle forze civiche. Le restrizioni al transito, che dovevano essere temporanee, si sono trasformate in un ostacolo permanente che penalizza quotidianamente lavoratori, studenti universitari e il settore della logistica. La frustrazione cresce proporzionalmente ai minuti persi in coda da migliaia di pendolari che, ogni mattina, si trovano intrappolati in un imbuto di cemento e segnaletica provvisoria.

Le ripercussioni di questo stallo non si limitano al mero fastidio automobilistico, ma incidono profondamente sul tessuto economico dell’area. La E45 è il cordone ombelicale che unisce il capoluogo al resto della regione e ogni inefficienza nella sua gestione si traduce in costi vivi per le imprese. I tempi di percorrenza dilatati significano ritardi nelle consegne e un aumento dei costi di esercizio per chi opera nel comparto industriale e artigianale del territorio. Mazzanti sottolinea con forza che, sebbene le difficoltà tecniche siano parte integrante di opere così complesse, l’assenza di una comunicazione trasparente e di un nuovo calendario certo rappresenta una mancanza di rispetto verso il cittadino contribuente. La richiesta è chiara: l‘Anas deve uscire dal silenzio, motivare le ragioni del rallentamento e indicare una data di fine lavori che sia, questa volta, definitiva e non più soggetta a rinvii arbitrari.

Il dibattito sollevato dal Gruppo Pensa Perugia punta a scardinare una prassi di gestione dei lavori pubblici che spesso dimentica l’utente finale. Il consigliere Mazzanti ha ribadito che la sicurezza delle infrastrutture è una priorità assoluta, ma non può diventare l’alibi per un’inefficienza cronica nella pianificazione. La vigilanza delle forze politiche resterà alta, poiché il corretto funzionamento della E45 è garanzia di democrazia e libertà di movimento. In un territorio come quello umbro, dove le alternative viarie sono limitate, la serietà nei tempi di esecuzione dei cantieri stradali diventa un parametro fondamentale per valutare l’affidabilità delle grandi agenzie di Stato. Il grido di allarme che arriva da Montebello è quindi un invito alla responsabilità: il tempo dei cittadini ha un valore che non può essere più ignorato dalle logiche burocratiche.

In attesa che le nuove barriere vengano finalmente collaudate, la coalizione civica propone l’adozione di soluzioni urgenti per snellire il traffico residuo. Non basta solo terminare i lavori, serve una gestione più dinamica del cantiere che possa prevedere, ove possibile, il ripristino temporaneo delle corsie nelle ore di punta o durante i fine settimana di maggiore afflusso. La richiesta di un aggiornamento ufficiale non è dunque un mero atto di opposizione, ma un tentativo di ristabilire un patto di fiducia tra chi gestisce il bene pubblico e chi lo utilizza. Il rispetto dei cittadini passa attraverso la verità sui tempi e sulla qualità dei servizi offerti, specialmente quando si parla di arterie che rappresentano la spina dorsale della mobilità nazionale e locale. La palla passa ora ad Anas, chiamata a dimostrare che la serietà comunicativa è importante quanto la solidità del cemento utilizzato per le sue barriere.

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