Un nuovo percorso di lettura valorizza l’opera a Città di Castello
Il Laboratorio Dipinti su tela dell’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) ha completato la seconda fase del restauro dello Stendardo della SS. Trinità (1499–1501) di Raffaello, olio su tela conservato nella Pinacoteca Civica di Città di Castello. L’intervento, sviluppato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria e il Comune di Città di Castello, si inserisce in un progetto scientifico avviato nel 2020 in occasione del cinquecentenario della morte del maestro urbinate.
Il restauro ha affrontato le lacune non reintegrabili, secondo i principi di Cesare Brandi, rimuovendo stratificazioni non originali accumulate tra XIX e XX secolo. Questi strati scuri, che avevano alterato la percezione cromatica e visiva del dipinto, sono stati eliminati grazie a un processo combinato di tecniche tradizionali e tecnologia laser, restituendo una tonalità più chiara e coerente con l’originale intenzione dell’artista.
Un ritrovamento inaspettato sul supporto originale
Durante la pulitura, è emerso un disegno preparatorio tracciato da Raffaello direttamente sulla tela prima della stesura della preparazione. La scoperta riguarda aree finora invisibili, prive di pittura e nascoste dai materiali sovrapposti. Il rinvenimento permette di analizzare profili, dettagli iconografici e strategie compositive con una precisione prima impossibile, aprendo nuove prospettive per lo studio della fase giovanile del maestro urbinate.
L’intervento ha dunque non solo restaurato la leggibilità e l’armonia visiva del dipinto, ma ha anche fornito una testimonianza diretta del processo creativo di Raffaello, arricchendo la comprensione tecnica e storica dell’opera.
Strategia di conservazione e valorizzazione
Il progetto, articolato in più fasi, ha privilegiato un approccio critico e scientifico alla gestione delle lacune. La prima fase, completata durante la mostra Raffaello giovane a Città di Castello e il suo sguardo (30 ottobre 2021 – 9 gennaio 2022), aveva consentito integrazioni mirate a tratteggio delle lacune reintegrabili. La seconda fase, ora conclusa, ha concentrato l’attenzione su parti non reintegrabili, restituendo continuità percettiva e migliorando la lettura delle figure originali.
Il supporto in lino a trama fine, originariamente scelto da Raffaello, è stato messo in risalto attraverso un trattamento cromatico equilibrato, mentre le lacune rimaste non integrate risultano visivamente armonizzate con il resto dell’immagine. Il risultato è una presentazione più coerente e leggibile, capace di restituire la profondità espressiva del giovane artista.
Conferenza stampa e futura esposizione
I risultati saranno presentati durante la conferenza stampa del 4 marzo 2026, alle ore 16.00 a Roma, presso la Sala “Cesare Brandi” dell’ICR, complesso di San Michele a Ripa. L’opera sarà quindi pronta per il prestito alla mostra Raphael: Sublime Poetry curata da Carmen Bambach al Metropolitan Museum of Art di New York (23 marzo – 28 giugno 2026).
Saranno illustrati in anteprima i dettagli del disegno preparatorio, ora leggibili e accessibili agli studi tecnici e storico-artistici. La campagna diagnostica, supportata da un ampio apparato fotografico e documentario, offrirà agli studiosi elementi fondamentali per comprendere le scelte artistiche e tecniche del giovane Raffaello.
Impatto culturale e scientifico
L’intervento sullo Stendardo della SS. Trinità rappresenta un esempio avanzato di integrazione tra restauro tradizionale e metodologie scientifiche, con risultati che superano la mera conservazione. Il progetto valorizza il patrimonio artistico di Città di Castello, arricchendo la conoscenza della prima fase operativa di Raffaello e creando un modello di riferimento per futuri interventi su opere con lacune storiche complesse.
Il restauro, così condotto, conferma l’attenzione dell’ICR e della Soprintendenza per la ricostruzione percettiva delle immagini, restituendo al pubblico una fruizione più autentica e una profonda comprensione della tecnica e del disegno preparatorio del maestro.

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