Confine orientale, la mostra sulle foibe arriva ad Orvieto

Confine orientale, la mostra sulle foibe arriva ad Orvieto

Un percorso nella memoria storica per non dimenticare mai

ORVIETO, 9-02-26– La riscoperta delle radici e il dovere del ricordo si fondono in un’iniziativa culturale di profondo spessore civile. A partire da domani, martedì 10 febbraio, in concomitanza con la solennità istituita per onorare le vittime dei massacri nelle cavità carsiche, la città ospiterà l’esposizione documentaria intitolata “Foibe ed esodo – Una storia italiana e una storia europea”. L’allestimento, curato con rigore metodologico dal Comitato 10 Febbraio, troverà spazio all’interno della Sala Unità d’Italia del Palazzo Comunale. Per l’intero mese, residenti e visitatori avranno l’opportunità di confrontarsi con le vicende del Confine orientale, una tematica che per troppo tempo è rimasta confinata ai margini dei testi scolastici e del dibattito pubblico nazionale.

L’esposizione si articola attraverso venti pannelli informativi che ricostruiscono le tappe fondamentali di una tragedia collettiva. Dalla complessità etnica delle terre dell’Adriatico alla furia delle persecuzioni, fino al lungo e doloroso cammino dei profughi, la mostra offre uno sguardo analitico sulle ragioni che portarono all’approvazione della Legge 92 del 2004. Non si tratta solo di una cronaca di sofferenza, ma di un tentativo di restituire centralità alla cultura italiana di territori come l’Istria, Fiume e la Dalmazia. I materiali presentati permettono di comprendere come la storia locale si sia intrecciata con i grandi sconvolgimenti del Novecento, rendendo giustizia a chi subì l’allontanamento forzato dalle proprie case per non rinnegare la propria identità.

L’amministrazione cittadina ha scelto di porre un’enfasi particolare sul coinvolgimento delle nuove generazioni, organizzando visite guidate per gli studenti delle scuole superiori locali. Questi appuntamenti non saranno semplici lezioni frontali, ma momenti di scambio diretto con testimoni d’eccezione. Tra questi, spicca la figura di Toni Concina, sindaco emerito e attuale rappresentante dei Dalmati Italiani nel Mondo, nonché sindaco del Libero Comune di Zara in esilio. La sua presenza trasforma l’esposizione in un’esperienza viva, offrendo ai ragazzi l’occasione di ascoltare il racconto di chi ha vissuto in prima persona lo strappo dell’esodo. Questo passaggio di testimone è considerato essenziale per costruire una coscienza storica solida e priva di pregiudizi ideologici.

Il progetto, nato dalla collaborazione tra la Presidenza del Consiglio Comunale e l’Assessorato all’Istruzione, mira a colmare un vuoto mnemonico durato decenni. Stefano Olimpieri, presidente dell’assemblea civica, ha rimarcato come la commemorazione del dramma delle foibe e dell’esilio di 350.000 connazionali rappresenti un imperativo morale oltre che istituzionale. Collocare questa mostra nel cuore del municipio significa riconoscere ufficialmente il dolore di migliaia di famiglie italiane, restituendo loro un posto d’onore nella memoria del Paese. L’obiettivo finale resta quello di favorire una pacificazione storica che parta dal riconoscimento della verità, affinché il sacrificio degli italiani dell’est non cada più nell’oblio e serva da stimolo per una nazione più unita e consapevole del proprio passato.

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