Raccolta differenziata Umbria tra progressi e criticità

Al via la nuova raccolta differenziata a Ponte San Giovanni

Attesa a Perugia il 13 febbraio per i nuovi Comuni Ricicloni

La raccolta differenziata Umbria si attesta al 69,6% nel 2024, un dato che supera di poco la media nazionale e che conferma un percorso di crescita nonostante persistenti squilibri territoriali. È il quadro che anticipa Legambiente Umbria in vista della presentazione del dossier Comuni Ricicloni, in programma il 13 febbraio 2026 al Teatro Pavone di Perugia, dove saranno illustrate le dinamiche del ciclo integrato dei rifiuti e premiati i Comuni più virtuosi.

Un sistema che avanza, ma con velocità diverse

Secondo i dati ARPA relativi al 2024, la regione mostra un miglioramento complessivo, ma con differenze marcate tra territori che hanno consolidato modelli efficienti e altri che restano fermi a percentuali molto basse. Il dossier sottolinea come alcuni Comuni abbiano esteso e perfezionato i sistemi di raccolta, mentre altri continuano a non adottare strategie adeguate, rallentando il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano Regionale dei Rifiuti.

La soglia del 75% prevista per il 2035 appare raggiungibile solo con un cambio di passo uniforme, come richiesto dalla nuova giunta regionale, intenzionata a rivedere gli obiettivi in chiave più ambiziosa.

Le eccellenze e i ritardi: un’Umbria a due velocità

Il quadro regionale evidenzia Comuni che sfiorano il 90% di differenziata, come Calvi dell’Umbria e Otricoli, e altri stabilmente sopra l’80%, tra cui Montefranco, Arrone, Porano, Bettona e Lisciano Niccone. All’opposto, realtà come Nocera Umbra, Valtopina e Norcia restano ferme tra il 20% e il 40%, con sistemi di raccolta non adeguati agli obiettivi regionali.

Sono 34 i Comuni che hanno già superato il 72% previsto per il 2028, mentre 32 non raggiungono nemmeno il 65%. Nove di questi non superano il 35%, con un caso emblematico: Poggiodomo, che registra appena l’1,2% di differenziata e il costo pro capite più alto dell’Umbria, come certificato da ISPRA.

La situazione più critica riguarda il sub‑ambito 3, in particolare la Valnerina, dove la raccolta differenziata è ancora assente in diversi Comuni, nonostante siano trascorsi quasi dieci anni dal sisma del 2016.

I territori che migliorano e i modelli che funzionano

Tra le aree più dinamiche spicca il Trasimeno, protagonista dei miglioramenti più significativi degli ultimi anni. Ottime anche le performance delle due città principali: Perugia raggiunge il 72,4%, mentre Terni sale al 78%, grazie al porta a porta integrale e alla tariffazione puntuale, considerata un modello replicabile.

Situazione diversa a Foligno, che non supera il 65%, e a Spoleto, dove la qualità della frazione organica resta bassa, segnale di un sistema che necessita di interventi strutturali.

Produzione dei rifiuti e indice di riciclo: luci e ombre

Nel 2024 la produzione di rifiuti urbani in Umbria è stata di 458.796 tonnellate, con un aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente, nonostante il calo della popolazione residente. Di queste, 319.239 tonnellate sono state raccolte in modo differenziato, mentre circa 140.000 tonnellate restano ancora nel flusso indifferenziato, contenendo materiali recuperabili come carta, plastica e tessili.

L’Indice di Riciclo regionale raggiunge il 56,4%, superando l’obiettivo nazionale del 55% previsto per il 2025. Un risultato positivo, che però richiede ulteriori investimenti in impiantistica e qualità delle raccolte per allinearsi ai nuovi obiettivi della legge regionale sull’economia circolare, più stringenti rispetto alla normativa nazionale.

Verso l’EcoForum e i Comuni Ricicloni 2025

La giornata del 13 febbraio a Perugia si concluderà con la premiazione dei Comuni Ricicloni Umbria 2025, alla presenza del presidente di Legambiente Umbria Maurizio Zara, insieme a Laura Brambilla ed Emilio Bianco della Fondazione Legambiente Innovazione. L’EcoForum, organizzato con il patrocinio dell’Assemblea legislativa regionale e del Comune di Perugia, vede il sostegno di numerosi partner del settore ambientale e la collaborazione di ARPA Umbria e AURI.

L’evento sarà anche occasione di formazione professionale, con crediti riconosciuti grazie alla collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri di Perugia.

In un contesto che alterna eccellenze e ritardi, l’Umbria si trova davanti a una sfida decisiva: trasformare i progressi in un percorso condiviso, capace di rendere la gestione dei rifiuti un pilastro stabile della sua economia circolare.

1 Commento

  1. IL TUTTO IN UNA SOLA RISPOSTA .LA REGIONE UMBRIA CON AURI E COMUNI DEVONO PUNTARE SULLA TARIFFA PUNTUALE . CHI RICICLA DI PIU E CREA MENO RIFIUTO ,VUOL DIRE UNA GRANDE ATTEZIONE QUANDO FA LA SPESA SUGLI IMBALAGGI .

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