Mons. Soddu in Cattedrale: accogliere e custodire il dono della pace
Si è svolta nella Cattedrale di Terni la solenne celebrazione del Te Deum di fine anno e della solennità di Maria Santissima Madre di Dio, presieduta dal vescovo Francesco Antonio Soddu. Un momento di ringraziamento e riflessione che ha segnato il passaggio tra la conclusione dell’anno solare e l’inizio del nuovo ciclo, alla presenza dei canonici della Cattedrale, del parroco don Alessandro Rossini e di numerose autorità civili, militari ed ecclesiali.
Alla celebrazione hanno partecipato l’assessore del Comune di Terni Michela Bordoni, il capo di Gabinetto della Provincia di Terni Raffaello Federighi, rappresentanti delle forze armate, i cavalieri e le dame dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, oltre a esponenti di associazioni e movimenti ecclesiali. La liturgia è stata accompagnata dal canto dell’antico inno del “Te Deum”, tradizionale espressione di lode e gratitudine al Signore per l’anno trascorso.
Nel corso dell’omelia, mons. Soddu ha richiamato il significato profondo della celebrazione, sottolineando come Maria Madre di Dio, Regina della Pace, accompagni simbolicamente la chiusura dell’anno e l’inizio di quello nuovo. «Vogliamo ringraziare il Signore per il tempo trascorso e per quello che ci attende – ha affermato – affinché tutto sia sempre lode a Dio e conseguenza di pace». Il vescovo ha invitato i fedeli a trasformare il canto di ringraziamento in una lode vissuta quotidianamente, radicata nel Vangelo e nella testimonianza concreta.
Rivolgendo lo sguardo al nuovo anno, mons. Soddu ha evidenziato il valore della benedizione come responsabilità personale e comunitaria. Ha ricordato come l’uomo, pur benedetto da Dio, possa talvolta trasformarsi in strumento di divisione anziché di bene, quando si allontana dalla parola del Vangelo. «Fare a meno del Vangelo – ha spiegato – significa non accogliere la benedizione e dare spazio al suo opposto», mettendo in guardia contro parole e atteggiamenti che alimentano inimicizia e violenza.
Il vescovo ha poi richiamato l’episodio evangelico dei pastori, presentandoli come modello di fede e di disponibilità all’incontro con il Signore. Un invito, rivolto a tutti, a lasciare le proprie sicurezze per aprirsi a un cammino di pace, concordia e amore nei diversi contesti della vita quotidiana.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema della pace, anche alla luce del messaggio di Papa Leone per la 59ª Giornata Mondiale della Pace, “Verso una pace disarmata e disarmante”. Mons. Soddu ha ricordato come l’Eucaristia sia il luogo privilegiato per accogliere questo dono, sottolineando che la pace «va accolta, custodita e fatta fruttificare», condivisa nella comunione, a partire dalla famiglia.
In conclusione, il vescovo ha invitato la comunità a ringraziare il Signore per il dono della pace, a chiedere perdono per il tempo non vissuto pienamente secondo il Vangelo e a impegnarsi nel nuovo anno con rinnovata responsabilità. Affidando il 2026 a Maria Santissima Madre di Dio, Regina della Pace, mons. Soddu ha auspicato che ogni istante del tempo che si apre sia vissuto secondo il volere di Dio, nel segno della pace e della fraternità.

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