Perugia, Mignini racconta il labirinto del mostro di Firenze

Perugia, Mignini racconta il labirinto del mostro di Firenze

Dialogo a POPUP con avvocati e associazione Panebianco

Sabato 15 novembre, alle 18.30, lo spazio culturale POPUP di via Birago a Perugia ospiterà un incontro di grande rilievo dedicato al libro Il labirinto del mostro di Firenze (Mimesis edizioni), curato da Lorenzo Iovino, Daniele Piccione e Roberto Taddeo. Protagonista della serata sarà Giuliano Mignini, già Sostituto Procuratore Generale presso la Procura della Repubblica di Perugia, che ha indagato sui delitti del cosiddetto “mostro di Firenze”.

Perugia, Mignini racconta il labirinto del mostro di Firenze

L’appuntamento come riferisce il comunicato di Filippo Costantini Mg2 comunicazione è pensato come occasione di confronto e riflessione, vedrà dialogare con Mignini l’avvocata e giornalista Cristiana Panebianco e l’avvocato Michele Antognoni del Foro di Perugia. L’iniziativa è promossa in collaborazione con la costituenda associazione no profit “Giuseppe Panebianco – per la legalità e la giustizia sociale – a sostegno della ricerca e della cura contro il cancro del pancreas”, che ha voluto legare il tema della giustizia a quello della solidarietà e della ricerca scientifica. Il libro, al centro della discussione, ripercorre una delle indagini più complesse e controverse della storia giudiziaria italiana. Attraverso testimonianze e analisi, gli autori raccontano il percorso investigativo che vide coinvolti Mignini e il dirigente di polizia Michele Giuttari, impegnati a far luce su una serie di delitti che hanno segnato profondamente l’opinione pubblica.

L’incontro non si limiterà a un racconto tecnico, ma offrirà al pubblico la possibilità di comprendere il peso umano e professionale di chi si è trovato a indagare su un caso tanto oscuro. La presenza di figure provenienti dal mondo giuridico e giornalistico garantirà un dialogo ricco di spunti, capace di intrecciare aspetti legali, narrativi e sociali.

L’associazione Panebianco, con il suo impegno per la legalità e la giustizia sociale, aggiunge un ulteriore valore, ricordando come la memoria e la ricerca possano camminare insieme. Il pubblico atteso potrà così vivere un’esperienza che unisce la cronaca giudiziaria alla riflessione civile, in un contesto che mette al centro la responsabilità collettiva e la necessità di non dimenticare. L’incontro diventa quindi un’occasione per riaffermare il ruolo della cultura come strumento di consapevolezza e di crescita sociale.

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