Reperti con tracce ematiche; Riesame fissato il 18 nov 2025.
Omicidio di Hekuran Cumani: nuovi sviluppi. La procura di Perugia ha depositato nelle ultime ore esiti preliminari relativi agli accertamenti scientifici sui reperti sequestrati dopo l’omicidio avvenuto nel parcheggio del Dipartimento di Matematica. Gli esperti di genetica hanno isolato tracce ematiche su almeno due oggetti, tra cui un capo d’abbigliamento e un altro reperto sottoposto ad analisi. I risultati sono stati messi a disposizione per l’udienza del Riesame fissata per il 18 novembre 2025.
Sommozzatori dei vigili del fuoco, coadiuvati da personale giunto da Ancona e Firenze, hanno recuperato nel fiume Tevere un coltello a serramanico che gli inquirenti ritengono corrispondere all’arma del delitto. La lunghezza della lama rilevata dagli atti di indagine è compatibile con il tramite di ferita descritto dall’autopsia: 8 centimetri. A pochi metri è stato recuperato anche il telefono del principale indagato, un iPhone 15, il cui identificativo IMEI ha consentito di confermarne la paternità.
Per la procura — coordinata dalla pm Gemma Miliani e con il coordinamento generale del procuratore Raffaele Cantone — le testimonianze raccolte – come scrive Francesca Marruco sul Corriere dell’Umbria – la sera dell’aggressione e gli elementi tecnici convergono: alcuni presenti hanno descritto un coltello “a scatto” con manico in parte scuro e dettagli in legno, e un testimone ha indicato una lama di circa 10 centimetri in una descrizione antecedente al rinvenimento. Le verifiche sul coltello recuperato includono ricerche di eventuale DNA della vittima.
I fatti processuali: Yassin Amri, 21 anni, è detenuto con accusa di omicidio volontario pluriaggravato; con lui è coinvolto un altro giovane, di 18 anni, già destinatario di una misura cautelare. La procura ha notificato agli avvocati di parte i provvedimenti e nei prossimi giorni conferirà incarichi per analizzare a fondo coltello e telefono, sperando in riscontri biologici e informatici utili alle indagini. Risulta agli atti che, nelle ore successive al delitto, Amri avrebbe scambiato messaggi con amici; gli investigatori indagano ora su conversazioni e possibili ammissioni inviate via audio o testo.
La ricostruzione dei testimoni e le dichiarazioni rese agli investigatori collocano la rissa nel buio del parcheggio: Samuele Cumani, fratello della vittima, ha raccontato di aver visto Hekuran cadere e rialzarsi, preoccupato per le sue condizioni e pronunciando frasi di rassicurazione prima di accasciarsi. Samuele porta ancora i segni delle percosse subite e si trova in convalescenza: ha riferito di non aver preso parte attiva alla lite. Il racconto familiare, unito alle immagini e ai rilievi tecnici, ha contribuito all’impianto accusatorio.
Sul fronte investigativo, i sommozzatori stimano la compatibilità dello stato del coltello con una permanenza in acqua di circa tre settimane; il telefono, recuperato più a valle, si è riacceso nonostante la prolungata immersione, consentendo agli specialisti di estrarre dati utili. La Procura valuta inoltre elementi raccolti sui social: post e messaggi dell’area di Ponte San Giovanni indicano frasi di solidarietà verso l’indagato e un contesto giovanile segnato da atteggiamenti di branco.
Gli sviluppi giudiziari immediati riguarderanno le udienze di Riesame e il giudizio sul mantenimento delle misure cautelari. L’avvocato difensore di Amri ha presentato istanza di revoca della custodia in carcere che sarà discussa la prossima settimana; la Procura potrà depositare eventuali ulteriori risultanze investigative prima dell’udienza. Gli inquirenti proseguono con esami e analisi per ricomporre dinamica e responsabilità, mentre la comunità locale rimane sotto choc per la morte di Hekuran.

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