Ottavia Piccolo e Massini raccontano dignità e resistenza

Ottavia Piccolo e Massini raccontano dignità e resistenza
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Matteotti rivive a teatro, memoria contro il fascismo

Il palcoscenico diventa luogo di memoria e coscienza civile. A cento anni dall’assassinio di Giacomo Matteotti, il Teatro Morlacchi di Perugia e il Teatro Luca Ronconi di Gubbio ospitano lo spettacolo “Matteotti. Anatomia di un fascismo”, scritto da Stefano Massini e interpretato da Ottavia Piccolo, con le musiche eseguite dal vivo dai Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. La regia è affidata a Sandra Mangini, mentre la produzione porta la firma di Argot Produzioni e Officine della Cultura, in collaborazione con Fondazione Sipario Toscana Onlus, Teatro delle Briciole – Solares Fondazione delle Arti e Teatro Stabile dell’Umbria.

La rappresentazione, come riporta il comunicato stampa del TSU,  non si limita a rievocare un episodio storico, ma si propone come un atto di responsabilità collettiva. La voce di Ottavia Piccolo diventa strumento di denuncia e di memoria, mentre le musiche di Enrico Fink, eseguite da un ensemble che unisce strumenti e culture diverse, amplificano il senso di urgenza e di partecipazione. La scena si trasforma in un mosaico di parole, suoni e immagini che restituiscono la forza di un uomo che non volle piegarsi al silenzio.

Il calendario prevede cinque repliche al Teatro Morlacchi di Perugia, dal 12 al 16 novembre, con orari differenziati per favorire la partecipazione di un pubblico ampio: mercoledì e venerdì alle 20.45, giovedì alle 19.30, sabato alle 18 e domenica alle 17. A seguire, il 21 novembre, lo spettacolo approderà al Teatro Luca Ronconi di Gubbio, con inizio alle 21.

La narrazione parte da un momento preciso: le 16.15 del 10 giugno 1924, quando due testimoni assistettero a una colluttazione dentro un’automobile e videro cadere un tesserino che sarebbe stato riconosciuto come quello del deputato Matteotti. Da lì si sviluppa un racconto che non è solo cronaca, ma riflessione sul pericolo più grande: quello che non si vede, che cresce nell’indifferenza, che si alimenta del consenso passivo. Massini costruisce un testo che alterna testimonianza e analisi, memoria e presente. Matteotti, soprannominato “Tempesta” nella sua Ferrara giovanile, emerge come figura di coraggio e lucidità. Denunciava apertamente la manipolazione politica che trasformava l’eversione in presunta garanzia di ordine, smascherava l’uso sistematico della violenza e la riduzione al silenzio delle voci dissenzienti. La sua voce, oggi, risuona come monito contro la tentazione di sottovalutare i segnali di un autoritarismo che si insinua proprio quando viene derubricato a fenomeno marginale. La forza dello spettacolo sta nella capacità di rendere attuale quella denuncia. Non si tratta di un racconto museale, ma di un dialogo vivo con il presente. La musica, con strumenti che spaziano dal clarinetto basso al violino, dal flauto al basso elettrico, diventa linguaggio universale che accompagna la parola e la amplifica. Ogni nota è un richiamo alla pluralità, alla necessità di unire voci diverse contro l’omologazione.

Accanto alla rappresentazione, il Teatro Stabile dell’Umbria ha organizzato appuntamenti dedicati al pubblico.

Venerdì 14 novembre, alle 17.30, al Teatro Morlacchi, ci sarà l’incontro con la compagnia, seguito da una degustazione di vini offerta dalla cantina Pucciarella di Magione.
Sabato 15 novembre, alle 18, al Centro Studi Sergio Ragni, si svolgerà invece il progetto “Mentre i grandi sono a teatro”, curato dalla Cooperativa DENSA, con laboratori creativi per bambini e bambine, pensati per permettere ai genitori di seguire la stagione teatrale senza rinunciare a un’offerta culturale per i più piccoli.

La scelta di affiancare lo spettacolo con momenti di incontro e attività parallele sottolinea la volontà di trasformare il teatro in spazio di comunità. Non solo platea e palcoscenico, ma luogo di dialogo, di confronto, di crescita condivisa.

La dignità è una forza che non nasce dal corpo, ma dal senso profondo di sé. Matteotti lo dimostrò con la sua vita e con la sua morte. Lo spettacolo lo restituisce con intensità, ricordando che la memoria non è un esercizio sterile, ma un impegno quotidiano. Il pubblico è chiamato non solo ad assistere, ma a partecipare. Ogni spettatore diventa parte di un rito civile che rinnova la responsabilità di non voltarsi dall’altra parte. La storia di Matteotti non appartiene solo al passato, ma è un avvertimento che riguarda il presente e il futuro.

Biglietteria: Botteghino Telefonico Regionale (075 57542222, dal lunedì al sabato dalle 17 alle 20) e la piattaforma online per prenotazioni e acquisti.

Lo spettacolo di Massini e Piccolo restituisce questa eredità con forza e con poesia. Non c’è retorica, ma c’è la volontà di far rivivere una voce che continua a parlare. Ogni replica diventa occasione per rinnovare un impegno, per ricordare che la libertà non è mai garantita una volta per tutte, ma va difesa ogni giorno.

In conclusione, “Matteotti. Anatomia di un fascismo” è un evento che unisce arte e memoria, musica e parola, storia e presente. È un invito a non dimenticare, a non sottovalutare, a non legittimare con il silenzio ciò che minaccia la dignità e la libertà. È un atto di responsabilità che il teatro assume e che il pubblico è chiamato a condividere.

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