Imprese più produttive, ma margini in calo: attesa per dicembre
La Camera di Commercio dell’Umbria rileva per il 2024 un quadro economico in chiaroscuro per le società di capitali: produzione e valore aggiunto in aumento, investimenti e occupazione in crescita, ma margini operativi in calo. Le imprese umbre lavorano di più, investono e assumono, ma guadagnano meno. I dati definitivi saranno presentati a dicembre, con un’analisi dettagliata per settore economico.
Il valore medio della produzione per impresa è salito a 4,6 milioni di euro, contro i 4,5 del 2023, mentre il valore aggiunto è cresciuto da 891.462 a 921.464 euro, superando la media nazionale (885.373 euro). L’Ebitda margin, però, scende dall’8,4% all’8,3%, segno di una redditività in flessione, anche se il dato resta più stabile rispetto al calo registrato in Italia (dal 9,9% al 9,3%). In sintesi, le imprese umbre continuano a produrre ma con profitti più contenuti.
La differenza territoriale resta marcata: Perugia registra un margine operativo dell’8,5% (8,7% nel 2023) e un utile medio di 224.169 euro per impresa, mentre Terni scende al 7,2% e si ferma a 86.913 euro di utili medi. Anche la produzione e il valore aggiunto seguono la stessa dinamica, con la provincia di Perugia in moderato progresso e Terni sostanzialmente ferma.
Sul fronte degli investimenti, il dato regionale cresce da 1,883 a 1,939 milioni di euro per impresa, un valore inferiore alla media italiana ma superiore a quello dell’area Centro. Tra il 2019 e il 2024 l’aumento complessivo è stato del 44,8%, contro il 32,1% nazionale. Anche l’occupazione mostra un andamento positivo: 14,6 addetti medi per impresa, sopra la media nazionale (13,5).
Dietro i numeri incoraggianti, emerge tuttavia un nodo strutturale: la produttività. Le imprese umbre mantengono buoni volumi ma faticano a trasformarli in valore economico, frenate da filiere troppo frammentate e da un tasso d’innovazione ancora parziale.
Il presidente della Camera di Commercio, Giorgio Mencaroni, sottolinea la necessità di lavorare “sulla qualità dei margini e sulla competitività dei prodotti”, ricordando che i dati definitivi di dicembre saranno decisivi per delineare nuove strategie di sviluppo.
Per ora, l’Umbria conferma la propria resilienza economica, ma per consolidare la crescita serviranno politiche più mirate su innovazione, filiere e capitale umano: la sfida dei prossimi mesi sarà trasformare la tenuta in vantaggio competitivo duraturo.

Commenta per primo