Indagini serrate su un caso ancora pieno di ombre
È durata diverse ore la nuova audizione dei familiari di Andrea Fiorelli, l’ex maresciallo della Guardia di Finanza trovato morto il 22 agosto nella sua abitazione di Prisciano. Il corpo dell’uomo, 59 anni, presentava una profonda ferita alla gola provocata da una motosega, circostanza che ha immediatamente attivato un’indagine per omicidio volontario da parte della procura di Terni.
I carabinieri del nucleo investigativo, sotto la direzione del pubblico ministero Raffaele Pesiri, hanno convocato nuovamente la moglie, la figlia, il figlio e la fidanzata di quest’ultimo presso la caserma di via Radice. L’interrogatorio, durato molte ore, ha avuto l’obiettivo di ricostruire con precisione le ultime ore di vita di Fiorelli, cercando di chiarire dinamiche familiari e possibili tensioni pregresse.
Secondo quanto riportato nel comunicato stampa firmato da Nicoletta Gigli per Il Messaggero, gli inquirenti stanno vagliando ogni dettaglio, compresi i messaggi scambiati tra Andrea e il figlio, che lascerebbero intendere un possibile intento suicida. In uno di questi, Fiorelli avrebbe scritto: «Vi faccio vedere come muore un vero finanziere», frase che ha spinto gli investigatori a non escludere la pista del gesto volontario.
Tuttavia, la presenza di tracce biologiche, impronte digitali e sostanze chimiche rilevate dai Ris di Roma nel garage e negli ambienti della villetta mantiene aperta anche l’ipotesi dell’omicidio. Gli esperti informatici stanno analizzando il computer e lo smartphone della vittima per trovare eventuali riscontri ai messaggi e ai contatti avuti nelle ore precedenti alla morte.
Alla perizia partecipa anche Marco Burchi, consulente nominato dai legali del figlio, considerato persona offesa insieme agli altri familiari, ciascuno dei quali ha affidato la propria tutela a un avvocato: Roberto Romani per la moglie, Massimo Oreste Finotto per la figlia.
Il silenzio che avvolge l’inchiesta è totale, ma gli investigatori sembrano aver delineato un quadro più nitido rispetto ai primi momenti successivi al ritrovamento del cadavere. A scoprire il corpo era stato il padre anziano di Andrea, preoccupato per il mancato rientro del figlio. È stato lui a dare l’allarme, facendo partire i soccorsi e le indagini che, a distanza di settimane, continuano a cercare risposte.
Il comunicato stampa sottolinea come ogni elemento venga analizzato con estrema cautela, in un’indagine che si muove tra la ricostruzione dei rapporti familiari e l’esame delle condizioni psicologiche della vittima. Nulla viene lasciato al caso, mentre si attende l’esito delle analisi tecniche per fare luce su un dramma che ha scosso profondamente la comunità locale.

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