Angelantoni Life Science ferma: sciopero e proprietà assente

Angelantoni Life Science ferma: sciopero e proprietà assente

Fiom Cgil: servono risposte sul rilancio industriale

Produzione bloccata e presidi davanti ai cancelli: è questo lo scenario alla Angelantoni Life Science di Massa Martana, dove martedì 10 giugno tutti i 55 dipendenti hanno incrociato le braccia per otto ore, rispondendo in massa alla mobilitazione proclamata dalla Fiom Cgil. Lo sciopero è stato indetto per sollecitare l’adozione di un piano industriale concreto che consenta di uscire dalla situazione di stallo in cui versa attualmente l’azienda.

Secondo il sindacato, la Angelantoni Life Science, attiva nel settore della refrigerazione biomedicale e considerata un polo di eccellenza nella regione, è ormai priva di direzione operativa e in condizioni di paralisi produttiva. Al centro della protesta, la completa assenza di risposte da parte del socio di maggioranza cinese, Antonlin Life Science (Zhejiang) Co Ltd, subentrato nel 2021 e con sede in Cina, da tempo irreperibile nonostante ripetuti tentativi di contatto.

Nel corso della manifestazione, svoltasi all’ingresso dello stabilimento, hanno preso parte esponenti sindacali, politici e istituzionali. Presenti il segretario generale della Fiom Cgil Perugia Marco Bizzarri, il segretario provinciale Nico Malossi, i consiglieri regionali Fabrizio Ricci e Francesco Filipponi, e la vicesindaca di Massa Martana Pamela Falchi, che ha espresso il sostegno dell’amministrazione comunale ai lavoratori e si è detta disponibile a collaborare per una soluzione.

Il sindacato ha evidenziato le crescenti difficoltà operative all’interno dello stabilimento, aggravate da una dirigenza assente e dalla mancanza di figure con deleghe operative. Dopo una fase iniziale di buoni propositi da parte della proprietà cinese, non sono seguiti atti concreti. Le poche interlocuzioni ottenute non hanno portato a interventi strutturali, ma solo a misure temporanee e inadeguate a evitare la crisi.

Già nel corso del 2023 erano emerse criticità economiche e produttive, culminate ora in una situazione di emergenza. In alcune circostanze, i dipendenti hanno dovuto sostenere personalmente spese indispensabili al funzionamento dell’azienda. La prospettiva di un blocco definitivo dell’attività si fa sempre più concreta, soprattutto in vista della conclusione della cassa integrazione.

La Fiom Cgil chiede con urgenza un intervento da parte della proprietà per assicurare la continuità produttiva, insieme a un piano industriale credibile. Contestualmente, sollecita il coinvolgimento delle istituzioni per preservare un sito che rappresenta un presidio tecnologico e occupazionale per l’intero territorio.

A fianco dei lavoratori si è schierata anche la Rsu della Angelantoni Test Technologies, che ha espresso piena solidarietà. Ricordando il legame storico con i colleghi di Massa Martana, la rappresentanza sindacale ha auspicato un esito positivo per una vertenza che coinvolge famiglie, competenze professionali e il futuro di un settore strategico per l’economia umbra.

Da parte sua, il consigliere regionale Fabrizio Ricci ha parlato di “grave incertezza” per i lavoratori, che in questi giorni attendono anche l’erogazione dello stipendio. Ha inoltre denunciato l’atteggiamento della proprietà, definendolo l’ennesimo esempio di gestione multinazionale poco attenta al tessuto produttivo locale. Ricci ha evidenziato come nel giro di un anno l’organico sia passato da oltre 70 dipendenti agli attuali 55, e che ciò sia avvenuto in un clima di crescente abbandono da parte della dirigenza cinese.

Nel suo intervento, Ricci ha affermato che i dipendenti, pur in assenza di mezzi adeguati, hanno continuato a svolgere le attività per onorare gli impegni con i clienti, dimostrando un attaccamento all’azienda non ricambiato dalla proprietà. Ha inoltre auspicato che la Regione Umbria apra un confronto urgente con il socio di maggioranza per ottenere risposte chiare sul futuro del sito produttivo.

Il rischio concreto, secondo le parti coinvolte, è che l’Angelantoni Life Science venga lasciata a un destino di dismissione progressiva, con la perdita definitiva di una realtà industriale considerata eccellenza nel campo della tecnologia applicata alla scienza della vita.

La Fiom Cgil ha annunciato che la mobilitazione proseguirà fino a quando non verranno fornite garanzie operative sulla continuità produttiva dell’azienda e sull’occupazione. Il sindacato ha inoltre rivolto un appello al Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché intervenga in una vertenza che coinvolge non solo un numero significativo di lavoratori, ma anche una filiera tecnologica strategica per l’intero comparto biomedicale nazionale.

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