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Bocciata censura a Bori, opposizione attacca la sinistra

I gruppi regionali di opposizione in Umbria hanno reagito duramente alla bocciatura della mozione di censura presentata nei confronti dell’assessore regionale al Bilancio, Tommaso Bori. La discussione sul provvedimento, secondo quanto riferito dagli esponenti del centrodestra e civici, è avvenuta in tarda serata al termine di oltre dieci ore di Consiglio regionale, e il rigetto da parte della maggioranza ha suscitato accuse politiche molto aspre.

Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia), e Nilo Arcudi (Tesei Presidente-Umbria Civica), hanno criticato la decisione della presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, di inserire la mozione come ultimo punto all’ordine del giorno. Secondo l’opposizione, tale scelta avrebbe avuto l’obiettivo di ridurre la visibilità dell’iniziativa politica, dimostrando o un sostegno debole all’assessore Bori o un tentativo deliberato di evitare il dibattito pubblico su una questione ritenuta critica.

Gli esponenti dell’opposizione hanno sottolineato che la mozione era basata su atti ufficiali, documenti e dichiarazioni pubbliche, e che intendeva denunciare presunti comportamenti inadeguati e ripetuti da parte dell’assessore, in particolare in merito alla gestione del bilancio regionale e alla comunicazione istituzionale. Tra le accuse rivolte a Bori figurano la diffusione di informazioni non corrette, un allarmismo ritenuto artificiosamente costruito, e l’utilizzo dei social e di conferenze stampa per veicolare messaggi giudicati fuorvianti. Durante la discussione, secondo quanto riportato, l’assessore avrebbe mantenuto un atteggiamento ironico, giudicato dai consiglieri offensivo verso le istituzioni e verso la cittadinanza.

L’opposizione ha rimarcato anche un episodio comunicativo che ha suscitato particolare polemica: Bori avrebbe assicurato ai cittadini che non vi sarebbe stato alcun aumento delle tasse, salvo poi introdurre, pochi giorni dopo, un provvedimento fiscale definito dagli esponenti di centrodestra come “il più pesante della storia regionale”. La bocciatura della mozione di censura, dunque, viene letta dai promotori come una presa di posizione della maggioranza a difesa dell’assessore e, di conseguenza, come una forma di responsabilità condivisa rispetto alla gestione economico-finanziaria della Regione.

Nel dibattito è stata citata anche la recente audizione presso la Corte dei Conti, durante la quale la presidente della Regione, Proietti, e la direttrice Donetti, sono state chiamate a chiarire vari aspetti della gestione contabile. Le domande avrebbero riguardato, in particolare, le modalità con cui è stato affidato un incarico di consulenza alla società Kpmg, le cifre relative al disavanzo e le discrepanze emerse nei rapporti tecnici, come la transizione da un disavanzo di -90 milioni a -34 milioni indicati successivamente nel report di Agenas. Secondo l’opposizione, nonostante i chiarimenti richiesti dalla magistratura contabile, la maggioranza avrebbe proseguito in Aula nel mantenere una narrazione definita “mistificatoria”.

A conclusione dell’intervento, i consiglieri regionali hanno ribadito l’intenzione di continuare a vigilare sull’operato della Giunta e a denunciare ogni caso ritenuto contrario alla trasparenza. Hanno definito l’attuale gestione regionale come caratterizzata da atteggiamenti arroganti e da una politica fiscale giudicata punitiva, impegnandosi a contrastare ogni iniziativa che, a loro dire, danneggi cittadini, famiglie e imprese

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