Il Perugia perde il derby, l’Arezzo vince per 2-0
Il Perugia perde il derby – di Gianluca Drusian E’ finito con il punteggio di due a zero in favore degli amaranto aretini il derby dell’Etruria.
E’ stata davvero una brutta serata per il Perugia di mister Cangelosi che, tutto in una giornata, è tornato a vestire di nuovo i panni dell’“inguardabile”, abito indossato per larga parte del campionato in corso.
Non può essere stata colpa soltanto del modulo adottato sin dall’inizio dal tecnico dei Grifoni a determinare la sconfitta.
Può, il cambio del modulo, da 3-5-2 a 4-3-3- così in maniera influente riuscire a non far arrivare il Perugia neanche al limite dell’area avversaria?
Eppure, il modulo adottato, con tre attaccanti che avrebbero dovuto agire con maggiore propensione nel trovare gli spazi e profondità in avanti (nel caso Montevago-Kanutè e Matos), i tre centrocampisti (Broh-Giunti e joselito) e i due esterni di difesa (Mezzoni e Dell’Orco) a spingere anche partendo da lontano, nelle intenzioni di partenza si sarebbero dovuti scontrare con analoghe situazioni tattiche facili da controbattere e superare.
Ma così non è stato. L’Arezzo di mister Bucchi ha di fatto dominato la partita e, soltanto dopo una ventina di minuti iniziali giocati senza colpo ferire, al minuto 37 approfittando di una papera colossale della difesa perugina, Tavernelli ha acceso la luce propria e quella della propria squadra iniziando a far divertire il pubblico presente.
Il Perugia, tutto in una serata, è tornato quello di 40 giorni or sono, prima dell’avvento di Cangelosi, tanto che in molti tra i tifosi hanno dovuto nuovamente constatare come la regola della proprietà commutativa (quella del cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia) resta amaramente infallibile.
Detto del primo goal dell’Arezzo regalato da un pasticcio del duo Gemello-Amoran il quale quest’ultimo, ricevuta palla dal portiere in maniera frettolosa e senza possibilità di avere una possibilità di giocarla in maniera semplice ed a favore di un proprio compagno perché tutti sottoposti ad efficace pressione avversaria, non faceva altro che servire la stessa al giocatore amaranto che, da poco fuori area, con un preciso rasoterra alla destra di Gemello regalava la gioia della rete ai propri beniamini.
Ancora un paio di situazioni pericolose amaranto prima della fine del primo tempo e solo una occasione capitata a Montevago che, palla al piede dopo averla recuperata all’altezza del centrocampo, invece che puntare verso la porta e cercare un “uno contro uno” liberatore, ha preferito attendere il ritorno dei difensori ed il supporto di qualche compagno rendendo vana ogni pericolosità biancorossa. Scelta inspiegabile.
Squadre al riposo e, quest’ultimo, invece che essere da recupero sia fisico che psicologico per i Grifoni, ha riproposto un Perugia sulla stessa lunghezza d’onda del primo tempo.
Tanto è vero che, neanche pochi minuti dall’inizio, al 47’, Mattarello, ancora una volta con un tiro rasoterra sulla sinistra di Gemello, ha definitivamente reso la debacle perugina netta ed ineccepibile.
Di reazione e di azioni pericolose verso la porta avversaria da parte del Perugia non ce ne sono state fino al termine nonostante Cangelosi abbia provveduto alla sostituzione di tutti gli attaccanti, di tutti i centrocampisti e se avesse potuto probabilmente anche di se stesso per aver creduto in qualcosa di inattuabile.
Unica nota positiva di una serata da dimenticare è stata la certezza matematica della avvenuta salvezza ottenuta grazie alla concomitante sconfitta della Lucchese, cosa che rende a questo punto il finale imminente di campionato più tranquillo e privo di particolari patemi di animo.
PROMOSSI: NESSUNO in una serata davvero brutta da parte di tutti in barba al derby che si giocava (e che ha giocato solo l’Arezzo con il Perugia rimasto anche lui diffidato a casa)
BOCCIATI: conseguenza di quanto sopra, tutti bocciati, stavolta anche il mister che, probabilmente, ancora non ha conosciuto tutte le pieghe e piaghe di questa squadra e questo gruppo.

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