Presidio dei precari del CNR in Umbria il 23 ottobre 2024
Presidio dei precari – Il 23 ottobre 2024, il personale precario del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha organizzato un presidio per denunciare la propria situazione lavorativa e chiedere stabilità contrattuale. L’azione di protesta ha avuto luogo in concomitanza con la riunione del Consiglio di Amministrazione dell’ente, dalle 09:30 alle 12:30. Questo evento ha visto la partecipazione di precari da tutte le sedi italiane del CNR, evidenziando un impegno condiviso e coordinato su scala nazionale.
In particolare, in Umbria, oltre 50 precari tra ricercatori, tecnologi e personale tecnico-amministrativo, con contratti a tempo determinato, assegni di ricerca e borse di studio, hanno partecipato attivamente alla mobilitazione. Le sedi coinvolte sono state quelle di CNR IBBR, IOM, ISAFOM, IRPI, e SCITEC a Perugia, oltre a IRET a Porano. Il supporto da parte di numerosi ricercatori e personale strutturato ha rappresentato un ulteriore segnale di unità e solidarietà all’interno dell’ente.
La mobilitazione è stata indetta in risposta all’assenza di comunicazioni concrete da parte della presidenza del CNR, riguardo alle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali (FLC CGIL, FIR CISL, UIL RUA) e dai precari stessi. Le richieste principali comprendono tre punti fondamentali:
Reclutamento straordinario: La richiesta urgente è quella di definire un percorso di reclutamento straordinario per tutti i ricercatori, tecnologi e personale tecnico-amministrativo, in linea con la “Legge Madia” (D.Lgs n.75/2017). Tale percorso mira a garantire la stabilità lavorativa e a valorizzare le competenze acquisite dai precari.
Stabilità contrattuale: Si chiede la creazione di un meccanismo che consenta la stabilizzazione del personale attraverso l’applicazione della tenure track (art. 12bis D.Lgs 218/2016). Questo strumento consentirebbe la conversione di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, garantendo così maggiore sicurezza professionale ai lavoratori.
Programmazione delle attività di ricerca: Infine, i precari richiedono un programma strategico che permetta di superare l’attuale condizione di precariato, evitando la creazione di un nuovo precariato strutturale. Ciò implica la necessità di un utilizzo responsabile dei contratti flessibili, che attualmente rappresentano un problema ricorrente nell’organizzazione del lavoro all’interno del CNR.
Questa mobilitazione si colloca in un contesto più ampio di lotta per i diritti dei lavoratori precari in ambito scientifico e di ricerca, un settore spesso caratterizzato da contratti precari e mancanza di prospettive di stabilità. I precari del CNR, uniti, continuano a chiedere un confronto costruttivo con l’amministrazione, auspicando un cambiamento significativo nella gestione del personale.
In sintesi, il presidio del 23 ottobre 2024 rappresenta non solo una richiesta di attenzione alle problematiche specifiche dei precari del CNR, ma anche un forte messaggio di unità e determinazione nel perseguire diritti e stabilità nel mondo del lavoro scientifico.





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