Emergenza giovani Terni, Francesca Arca, serve cambio di rotta
Emergenza giovani Terni – L’emorragia di giovani rappresenta una problematica significativa per Terni, una questione trascurata dalla politica negli ultimi cinque anni. È essenziale non solo riconoscere il talento e le risorse presenti in città, ma anche sviluppare politiche adeguate per valorizzarli e favorirne la permanenza, superando gli ostacoli strutturali che spingono i giovani a lasciare Terni.
La situazione è allarmante: in una classe di 29 studenti, ben 28 lasciano la città per cercare opportunità lavorative o per proseguire gli studi, senza mai tornare. Le ragioni di questo abbandono risiedono principalmente nella carenza di prospettive professionali, nella mancanza di un’istruzione di qualità e nelle insufficienti infrastrutture tecnico-digitali. Inoltre, il conflitto tra inquinamento e occupazione aggrava ulteriormente la situazione.
È urgente potenziare l’Università a Terni, poiché raggiungere quella di Perugia rappresenta un ostacolo notevole per molti studenti, a causa della limitata disponibilità di corse ferroviarie. Questo problema colpisce soprattutto coloro che non hanno la possibilità economica di affittare un alloggio a Perugia.
Un’altra necessità è quella di sviluppare e rafforzare i “campus” a Terni, intesi come spazi di innovazione dove coltivare nuove idee e promuovere la collaborazione tra i giovani. È fondamentale eliminare le barriere che ostacolano la circolazione delle idee, permettendo così una crescita sana e duratura dell’innovazione.
Un aspetto positivo è l’alto numero di iscrizioni ai brevetti a Terni, ma spesso questi brevetti vengono realizzati altrove. Questa situazione è dovuta alla mancanza di strutture adeguate per la condivisione e la realizzazione delle idee innovative.
Un altro tema cruciale è la questione del compromesso tra inquinamento e occupazione. Negli ultimi anni, i diritti fondamentali legati a lavoro e salute sono stati garantiti solo formalmente, mentre in realtà le difficoltà per i giovani ternani sono in aumento. Le famiglie si trovano a dover affrontare il caro vita, aggravato dai costi legati al smantellamento della sanità pubblica, il cui peso ricade sulla comunità.
Tra le criticità, spicca l’inquinamento da PFAS, che ha contaminato le acque potabili. Secondo i dati forniti da Arpa Umbria, il 72% dei campioni prelevati tra il 2018 e il 2022 è risultato inquinato da composti chimici, con questa emergenza che coinvolge Terni e parte di Narni. È fondamentale che le istituzioni come Arpa, Asl, il Sii e i comuni coinvolti rispondano tempestivamente per identificare le utenze interessate, che sicuramente includono migliaia di cittadini.
È necessario rimboccarsi le maniche per invertire la tendenza attuale, caratterizzata da una serie di problemi e dalla scarsa offerta di opportunità a Terni. Solo così si potrà fermare l’emorragia di giovani e garantire un futuro migliore per la città.

Francesca Arca
Europa Verde Verdi Sinistra

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