Minimetrò di Perugia: “Brucomela Inutile” o un Servizio Essenziale?
Minimetrò – Giacomo Leonelli, coordinatore di “Pensa Perugia”, ha recentemente risposto alle critiche rivolte al Minimetrò di Perugia. La candidata della destra, Scoccia, ha descritto il Minimetrò come un “carrozzone inutile e costoso”, suscitando una serie di domande da parte di Leonelli.
In primo luogo, Leonelli si chiede perché la giunta, di cui Scoccia ha fatto parte, non abbia fatto nulla per migliorare il sistema nel corso degli anni. Sottolinea che, nonostante siano passati oltre 15 anni dall’inaugurazione del Minimetrò, non è mai stato avviato un dialogo serio con l’azienda realizzatrice per aggiornare l’infrastruttura. Questo avrebbe potuto rendere il sistema meno costoso in termini energetici, meno rumoroso e più efficiente, forse estendendo anche l’orario di apertura. Leonelli fa notare che nel Trentino Alto Adige, regione nota per i suoi moderni sistemi di trazione a fune, si vedono continui aggiornamenti alle infrastrutture.
In secondo luogo, Leonelli solleva una domanda sulla funzionalità del Minimetrò rispetto al BRT – Metrobus. Se il Minimetrò, che passa ogni 60 secondi e serve circa 40.000 residenti (Ferro di Cavallo, Madonna Alta, Case Bruciate e centro storico), è considerato inutile, inefficiente e dannoso, perché un sistema come il BRT – Metrobus, che passa ogni 10 minuti e serve 22.000 residenti, dovrebbe essere considerato più funzionale?
Infine, Leonelli mette in discussione la rappresentazione dei costi associati al BRT – Metrobus. Afferma che il costo totale del progetto è di oltre 100 milioni, di cui quasi 35 per “sede e deposito”, contrariamente a quanto viene raccontato.
In conclusione, Leonelli invita a una riflessione più profonda sul valore del Minimetrò e sulla necessità di un confronto serio e costruttivo su come migliorare e innovare l’infrastruttura esistente, piuttosto che denigrarla come “inutile e costosa”.

Siamo in piena campagna elettorale, cioè nel bel mezzo delle schermaglie. Quindi non c’è da meravigliarsi che da una parte si dica una cosa e dall’altra il contrario. C’è da sperare che dopo il 10 giugno chi vincerà le elezioni si impegni con serietà e dedizione a fare il bene della Città e dei suoi abitanti.