I tifosi biancorossi: tutti a Venezia. Sì ma che partecipino anche castori e la squadra
di Gianluca Drusian
La settimana post-Cagliari e pre-Venezia, iniziata con un silenzio stampa deciso dalla società e che vede coinvolti tutti i propri tesserati, è continuata con la notizia (non si sa se fondata o meno) del voler mettere in discussione, da parte della società, la panchina del tecnico Castori.
La domenica, tuttavia, ha portato consiglio in seno alla società secondo la quale dovrà essere sempre il tecnico marchigiano a guidare le sorti del Perugia in quel di Venezia.
Se tale notizia fosse vera, ovvero della messa in discussione della opera e della capacità del mister di portare a termine il progetto iniziato a luglio dello scorso anno, sarebbe ancora una volta un’altra grande prova di mancanza di serenità e di poca chiarezza di idee da parte della società biancorossa.
Confermare quindi il tecnico, da parte di Santopadre, sarà stata conseguenza di una rassicurazione proveniente dallo stesso tecnico sulla volontà (sempre dichiarata peraltro in occasione di tutte le conferenze stampa a conferma che le stesse servono a qualcosa al contrario dei silenzi stampa) diretta a salvare la squadra ma sarà stata una decisione presa anche in comunità con quanto avranno dichiarato i giocatori.
Questo, nonostante in queste ultime sei partite, non sono arrivati i risultati sperati ma, soprattutto, alle dichiarazioni “bellicose” del tecnico non sono seguite prestazioni altrettante “ringhiose” da parte dei giocatori.
Assodato allora che la squadra è ancora con il tecnico, sarebbe bene che tutti parlassero e comunicassero qualcosa alla gente di Perugia.
Gente che, ancora una volta si appresta a seguire quella maglia nonostante la pochezza di speranze e che avrebbe necessità di sapere e capire cosa non è andato dentro lo spogliatoio e che adesso si sarebbe, per il bene della causa comune, appianato.
A Venezia, per raggiungere l’unico obiettivo utile dei tre punti, è bene che si presentino i tifosi ma è fondamentale che si facciano finalmente vedere i giocatori, gli allenatori e tutta la dirigenza.
Non solo rassicurazioni a parole (che, comunque, sarebbero state utili nel sentirle dalla viva voce delle persone), quindi, bensì promessa, da parte dei giocatori, di gettare il cuore oltre ogni ostacolo e garanzia di metterci la gamba oltre cha la faccia altrimenti, in caso contrario, sarebbe bene che i “non-allineati” restino a casa e non facciano parte di questa penultima avventura di campionato.
E se, alla fine, non dovesse arrivare quanto auspicato, comunque arrivederci a tutti da Perugia, dal primo all’ultimo componente questa incredibile, dannata spedizione.

Commenta per primo