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Progetto di recupero e valorizzazione del Turreno discusso ma non votato

MANCAVA IL NUMERO LEGALE IN CONSIGLIO COMUNALE A PERUGIA 

“Prospettive per l'ex cinema Turreno”: aperte le iscrizioni attraverso il sito del Comune di Perugia

Progetto di recupero e valorizzazione del Turreno discusso ma non votato

E’ stata discussa ma non votata per mancanza del numero legale in consiglio la Preconsiliare n. 19 del luglio 2017: “Progetto di recupero e valorizzazione dell’ex cinema Turreno – accettazione della donazione”. Come hanno ricordato sia il Presidente Varasano che l’assessore Fioroni, che l’ha illustrata in aula, la stessa era stata già approvata lo scorso 3 Agosto in seduta congiunta dalla II commissione (Bilancio) e dalla IV (Cultura) rispettivamente con 10 consiglieri a favore ed un astenuto (Rosetti) e con 10 a favore e 2 astenuti (Rosetti e Camicia).

Ripercorrendo le tappe “storiche” del progetto, lo scorso 27 luglio 2015 la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, il Comune di Perugia e la Regione Umbria hanno sottoscritto un Protocollo di Intesa per la riqualificare il cinema Turreno: in primis l’acquisto da parte della Fondazione dal privato della proprietà dell’immobile e successiva donazione dei 2/3 al Comune e di 1/3 alla Regione.

La Regione si è impegnata a mettere a disposizione le risorse necessarie alla realizzazione delle opere di recupero funzionale dell’immobile onde renderlo agibile nell’ambito del percorso di co-progettazione con il Comune di Perugia relativo ad Agenda urbana e nell’ambito di ulteriori filoni di finanziamento.

Il Comune si è impegnato a ricercare la quota rimanente attraverso ulteriori canali di finanziamento esterni all’Ente. Dopo il restauro il Comune dovrà, con apposita gara, individuare un privato in grado di gestire adeguatamente l’immobile.

La Fondazione ad aprile 2016 ha acquistato la piena proprietà di Turreno e Turrenetta. In merito ai finanziamenti per l’opera, occorre ricordare che nell’ambito di Agenda Urbana 2014-2020 la giunta comunale ha approvato il programma di sviluppo urbano denominato Perugia zip all’interno del quale figura il recupero del Turreno per un importo di poco superiore ad 1,6 milioni di euro (incluso finanziamento comunale per 245mila euro).

Parimenti la giunta regionale ha approvato nel dicembre 2016 il programma, inserito nel Por-Fesr 2014-2020, denominato “interventi per la valorizzazione del patrimonio culturale”, stabilendo in favore del Comune di Perugia un ulteriore finanziamento di 1,5 per il recupero del Turreno.

La somma complessiva disponibile, dunque, per la riqualificazione (primo stralcio) della storica struttura perugina è di 3,1 milioni (1,5 por-fesr, 1,6 agenda urbana).

Dopo l’acquisto da parte della Fondazione, come da cronoprogramma il passaggio successivo dell’iter, oggi in discussione, consiste nella donazione del bene a Comune e Regione. Il successivo secondo stralcio, per il qualche si auspica di contare su risorse della Fondazione rimodulate da Fontivegge, per un milione consentirà invece di riqualificare le due gallerie e la Turrenetta. All’esito si avranno 999 posti al Turreno e 100 alla Turrenetta.

“Si tratta di un’operazione di buona sintonia istituzionale tra i vari soggetti che vi partecipano -ha sottolineato l’assessore Fioroni- che ha tra gli obiettivi anche quello di rilanciare Perugia sul mercato del turismo congressuale.” Ad aprire il dibattito il consigliere Pd Bori, che annunciando il voto positivo alla pratica, ha ribadito la necessità di vedere i progetti.

Così come per il Turreno -ha detto- anche per San Francesco al Prato e per il Mercato Coperto, per evitare a Perugia e ai Perugini brutti risvegli come è successo per il progetto della biblioteca degli Arconi che è stato modificato senza la partecipazione cittadina.”

Per Sorcini si tratta di un passaggio indubbiamente importante per la città, soprattutto per la rivitalizzazione del centro storico. “Quello che mi interessa di più -ha specificato- è sapere chi poi gestirà la struttura, organizzerà, sceglierà.

Perché abbiamo visto l’insuccesso del Lyrick, dove la partecipazione è sproporzionata rispetto all’opera. Dovremo avere un tipo di cultura più popolare e meno di nicchia.” Per il pentastellato Giaffreda è evidente che il ritorno del Turreno ad un ruolo centrale per Perugia sia la volontà di tutti.

“Ma non si pensi che possa essere la soluzione a tutti i mali del centro storico. Anche perchè -ha sottolineato- bisognerà rivedere anche altri aspetti della città collegati, come la mobilità e i parcheggi.” Fondamentale per Giaffreda il processo partecipativo con la città e la scelta del gestore della struttura.

Dello stesso avviso anche il capogruppo Pd Mencaroni, che ha proposto di sospendere la discussione per poter visionare il progetto nel corso della prossima seduta del consiglio per poi procedere alla votazione. A favore dell’azione dell’assessorato si è espresso il forzista Fronduti, che ha ricordato come, molte volte in passato, si sia discusso del Turreno con risultati che non sono mai arrivati a niente.

“Per questo vorrei fare un plauso all’assessore -ha detto- per lo sforzo fatto in questi tre anni per raggiungere un risultato importante per la città. Ritengo che il progetto sia un progetto adeguato per cui non potremo che votare a favore.”

L’assessore Fioroni, rispondendo alle sollecitazioni dei consiglieri, ha ricordato comunque che in discussione vi è al momento l’accettazione del bene, “atto in assenza della quale -ha spiegato- non possiamo andare avanti perché il bene non sarebbe nella disponibilità del comune.

C’è una delibera di Giunta -ha aggiunto- che dà un’idea di quelli che saranno gli interventi, ma dobbiamo necessariamente accettare la donazione per poi muoverci con la titolarità che ci spetterà.”

Infine, per quanto riguarda la partecipazione ai progetti Fioroni ha precisato che il Turreno già di per sé è stato oggetto di partecipazione prima con Agenda Urbana, poi con il consiglio aperto sul tema in cui parte della cittadinanza ha espresso le proprie opinioni e idee. Come premesso in apertura, al termine della discussione la pratica è stata messa in votazione ma essendo solo 16 i consiglieri votanti (di cui 14 a favore e 2 astenuti) non è stato raggiunto il numero legale.

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