L’amministratore delegato di Ast, Lucia Morselli “conferma l’impegno della ThyssenKrupp a rilanciare Ast come produttore di riferimento di acciaio inox nel mercato europeo e conferma come la stessa ThyssenKrupp non abbia intenzione di iniziare alcun processo di vendita di Ast”. Per quanto riguarda le attivita’ aziendali, l’ad conferma “l’intenzione di mantenere l’integrita’ del sito produttivo di Terni escludendo qualsiasi ipotesi di smantellamento degli impianti”. E’ quanto si legge in un ‘messaggio al personale’ che e’ stato affisso la notte scorsa ai cancelli dello stabilimento di Viale Brin per “fornire un quadro informativo sulla situazione aziendale in essere”. Nel lungo messaggio si rende noto che “nei prossimi due esercizi saranno in funzione entrambi i forni”.
“L’obiettivo – si legge – e’ quello, nonostante i risultati negativi degli ultimi sei anni, di dimostrare come sia possibile arrivare a un ragionevole livello di profittabilita’ con tale assetto produttivo e quindi con entrambi i forni in funzione. Se questo risultato sara’ raggiunto e se il mercato ne giustifichera’ l’utilizzazione, i due forni continueranno a operare insieme. E’ per questo che e’ essenziale che nel corso dei due prossimi esercizi venga fatto ogni sforzo per raggiungere i necessari livelli di efficienza ed i conseguenti livelli di risparmio di costi che sono stati fissati in una riduzione di circa 100 milioni di euro”.
“L’obbiettivo e’ ambizioso – scrive Lucia Morselli – ma e’ indispensabile per salvare l’azienda, riportarla in sicurezza e da qui rilanciarla con aggressivita’ e determinazione per garantirsi un ruolo da protagonista nel mercato mondiale. Nelle riduzioni di costo previste figura un risparmio del costo del lavoro di circa 30 milioni di euro che Ast ha pianificato di raggiungere con 290 esuberi e una riduzione dell’onere del contratto integrativo per circa 14 milioni di euro”. “Sono sacrifici molto dolorosi ma – aggiunge – dagli esuberi, vanno dedotti 165 colleghi che, ad oggi, hanno gia’ pianificato di lasciare l’azienda e, per quel che riguarda l’integrativo, il sacrificio e’ richiesto perche’ riduce di 260 il numero complessivo degli esuberi, come inizialmente previsto, consentendo cosi’ ad Ast di mantenere un organico strutturato per una capacita’ produttiva di circa un milione di tonnellate.
L’azienda ha deciso inoltre di sostenere i colleghi che intendono risolvere il loro rapporto di lavoro con un contributo straordinario di 80 mila euro. Nonostante le riduzioni di costo previste, e a garanzia del piano di rilancio, nei prossimi anni saranno effettuati importanti investimenti per migliorare la qualita’ dei nostri impianti produttivi, incrementare i livelli di sicurezza e aumentare la protezione dell’ambiente. Sono confermate le spese di ricerca e sviluppo per fornire prodotti innovativi ai clienti ed e’ previsto il trasferimento della linea produttiva del freddo, da Torino a Terni, incrementando cosi’ la capacita’ produttiva del sito”.
L’amministratore delegato si dice poi “molto preoccupato degli effetti che la prolungata chiusura aziendale sta avendo sul futuro dell’azienda”. “La mancanza di produzione e spedizione ai clienti – prosegue – sta facendo, non solo perdere ricavi attuali ma, soprattutto, commesse e contratti che sono indispensabili per garantire il futuro della societa’. Non c’e’ Ast senza clienti.
Nel rispetto piu’ assoluto delle forme di mobilitazione che vengono adottate, l’amministratore delegato non puo’ che constatarne le conseguenze che, purtroppo, sono quelle di allontanare progressivamente Ast dal proprio mercato. Ast si augura che presto l’azienda possa ritornare alla normale operativita’ cosi’ da costruire insieme ai dipendenti, fornitori e clienti, il proprio futuro non solo di efficienza, di produttivita’, di sicurezza e di serenita’ familiare e sociale, ma, soprattutto, di grande successo e prestigio che Ast e la citta’ di Terni possiedono come eredita’ preziosa da valorizzare e accrescere”.

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