Rete dei cammini d’Europa, via Francigena e Cammino di Santiago

Senz’altro positiva l’adesione dell’Umbria alla “Rete dei cammini d’Europa, via Francigena e Cammino di Santiago”: si tratta non solo di un’occasione per intercettare il turismo religioso ma di affermare in maniera inequivocabile le comuni Radici cristiane del nostro Continente : un recupero di un afflato spirituale e culturale che coinvolge tutti a prescindere dal credo religioso e che potrà rappresentare un vero elemento di coesione delle Regioni di Europa. Un ringraziamento in questo senso dovrebbe essere ufficialmente formulato al Professor Paolo Caucci von Saucken che per primo si è speso in una simile sfida e che è stato l’artefice principale del recente gemellaggio tra Assisi e Santiago; gemellaggio che potrebbe tra l’altro portare ad una rotta aerea tra Sant’Egidio e la capitale galiziana potenziando in maniera inequivocabile i flussi turistici oggetto principale dell’adesione  alla Rete da parte della Presidente della Giunta. La Regione dell’Umbria si dovrebbe fare però interprete dell’estensione di detti cammini alla città di Gubbio da un lato (è già presente tra l’altro un sentiero francescano che va dalla Città Serafica a quella dei Ceri passando per Valfabbrica e che ripercorre il tragitto compiuto dal Santo nel 1206) e all’Alta valle del Tevere dall’altro, proprio per interpretare pienamente quelli che sono stati gli itinerari del Patrono d’Italia. La parte Nord dell’Umbria è stata infatti oggetto di transito in direzione del Santuario della Verna e nei pressi di Città di Castello è presente l’Eremo di Buon Riposo dove Frate Francesco sostava prima di arrivare appunto alla Verna. Dispiace in questo senso il completo disinteresse del GAL Altotiberino che aveva una storica occasione per promuovere e sostenere turisticamente il territorio. C’è però tempo per rimediare e l’auspicio è che detta Rete dei Cammini possa interessare compiutamente tutta la nostra Regione nella sua forte essenza spirituale e di partecipazione comunitaria.

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