Ludopatia in Umbria, 20mila le persone dipendenti dal gioco

Ludopatia in Umbria, 20mila le persone dipendenti dal gioco

Ludopatia in Umbria, 20mila le persone dipendenti dal gioco

In Umbria, una regione caratterizzata dalla sua storia millenaria e dalla bellezza dei suoi paesaggi naturali, sta emergendo silenziosamente un problema di proporzioni allarmanti: la ludopatia. Si stima che circa 20.000 persone siano coinvolte in questa dipendenza devastante, ma solo una frazione minima, appena il 10%, è disposta ad ammettere di avere un problema, secondo i dati pubblicati nel Libro Blu. Il Messaggero dell’Umbria riporta questa inquietante realtà.

Ludopatia: L’Inquietante Fenomeno in Crescita

La situazione è particolarmente critica nell’area di Altotevere, dove ben 1.600 individui stanno affrontando problemi di natura economica e legati alla ludopatia. Nel corso del 2023, 45 persone hanno cercato aiuto presso le strutture messe a disposizione nella zona. Per contrastare questa diffusa dipendenza, sono stati istituiti centri di ascolto guidati da esperti e avviate campagne di sensibilizzazione che includono mostre ed il “azzardometro”, uno strumento educativo rivolto soprattutto ai giovani.

Sensibilizzazione e Supporto: Una Rete Contro la Dipendenza

In Umbria, esiste una rete di supporto per coloro che soffrono di ludopatia, con un numero verde attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19 (800.410.902). Inoltre, sono state avviate azioni preventive e servizi di cura nell’ambito di un Piano Regionale in linea con la Legge regionale 21/2014 sul gioco d’azzardo.

Diffusione del Gioco d’Azzardo e Impatto Social

Il gioco d’azzardo, o “gambling”, si è diffuso in modo pervasivo in tutta la regione e nel resto del Paese, generando una serie di dipendenze con effetti devastanti sulla salute, sulle relazioni e sulle condizioni economiche e sociali delle persone. Questa epidemia sembra colpire soprattutto i giovani e gli anziani. Secondo un’indagine condotta da Nomisma, nel 2023 il 37% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni ha provato il gioco d’azzardo, di cui il 64% ha utilizzato i canali online, soprattutto tramite smartphone.

Interventi e Assistenza: Una Risposta Regionale

La Direzione salute della Regione ha istituito un Centro di riferimento regionale per il trattamento del gioco d’azzardo a Foligno, sotto la guida della dottoressa Lucia Coco. Le attività di consulenza e terapia sono disponibili in tutto il territorio, in tutti i distretti della Usl Umbria 1. Durante gli eventi valentiniani a Terni, i professionisti del Serd della Usl Umbria 2, guidati dal dottor Marco Cuccuini, si uniranno al Comune e alle cooperative sociali Actl e Helios nel progetto “Non gioco più”, promuovendo la sensibilizzazione sulla prevenzione, la cura e il recupero della ludopatia.

Iniziative Locali: Una Lotta sul Campo

A Foligno, in collaborazione con la diocesi, è stato avviato un laboratorio sulle Life skills, con l’obiettivo di fornire strumenti educativi e di prevenzione. Inoltre, è in fase di allestimento la mostra “Azzardo non chiamiamolo gioco”, frutto della collaborazione tra diverse entità locali. L’inaugurazione è prevista per il 15 febbraio presso i locali Casalini della Fondazione. Visitando la mostra, soprattutto i giovani avranno la possibilità di compilare l'”azzardometro”, un questionario anonimo per valutare l’esperienza del gioco d’azzardo tra i giovani e la loro percezione dei rischi ad esso associati.

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